Cronaca
2 Aprile 2014
Ennio Accorsi era in sella alla sua moto quando impattò contro un'auto rubata e ferma sulla corsia di marcia

Schianto in superstrada, indagati due poliziotti e un ricettatore

di Ruggero Veronese | 2 min

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incidenteDue poliziotti del centro operativo autostradale, un presunto ricettatore di automobili e due dipendenti della Società Autostrade: saranno loro a dover rispondere della morte di Ennio Accorsi, il 57enne mirabellese morto il 20 agosto del 2012 in seguito a un tragico e assurdo incidente sulla Superstrada Ferrara-Mare.

Un fatto che alcuni forse ricorderanno per i disagi alla viabilità che si crearono quel pomeriggio lungo il raccordo, con lunghissime code che complicarono le operazioni di soccorso e costrinsero gli operatori a distribuire bottigliette d’acqua agli automobilisti incolonnati sulle corsie di marcia. Quello che i viaggiatori in coda non potevano conoscere erano i drammatici fatti avvenuti poco prima, nel tratto compreso tra via Bologna e via Ravenna, che avevano provocato la morte di Accorsi. Il motociclista stava infatti guidando in direzione mare, quando si scontrò contro una Opel Corsa ferma sulla corsia di destra, finendo sbalzato sulla corsia di sorpasso e travolto da una Fiat Multipla che sopraggiungeva alle sue spalle. In breve tempo si scoprì che il mezzo era stato rubato, e che alcuni automobilisti nell’ora precedente all’incidente avevano avvertito polizia e Società Autostrade di un uomo che spingeva un’automobile lungo il raccordo.

Per la morte di Accorsi sono ora chiamate a rispondere cinque persone, indagati per omicidio colposo: due agenti delle centro operativo autostradale, un operatore della Società Autostrade e un 49enne di Portomaggiore che spingeva l’Opel Corsa rubata, che dovrà rispondere anche dell’accusa di ricettazione. Per un altro dipendente delle Autostrade l’ipotesi di reato è invece il favoreggiamento, dato che secondo la procura avrebbe informato il collega delle indagini che lo riguardavano.

I familiari di Accorsi si sono costituiti parte civile, attraverso l’avvocato Giampaolo Remondi, ma nel frattempo hanno avviato anche una causa civile verso la Società Autostrade, il ministero dell’Interno e il Fondo di garanzia per le vittime della strada. A determinare le responsabilità di questi enti, secondo l’accusa, sarebbe il fatto che l’automobile ferma sulla carreggiata era stata segnalata da almeno un’ora prima dello schianto mortale, ma che forze dell’ordine e operatori stradali non avessero ancora agito per il controllo e la rimozione. Dopo l’udienza preliminare, prevista tra due settimane, il gip deciderà se rinviare a giudizio gli imputati per il processo ordinario.

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