Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Immagine d’archivio
È stata un’assemblea dedicata ai bilanci – quello consuntivo 2013 e quello di previsione per il 2014 – quella dell’Avis che si è tenuta nella mattinata di ieri (domenica 23 marzo) alla Pinacoteca civica di Bondeno – ma anche agli accreditamenti delle 16 strutture diffuse nel territorio.
Andiamo con ordine. L’assemblea ha ratificato il bilancio di previsione (che prevede un attivo prudenziale di circa 70 mila euro) e approvato il bilancio consuntivo 2013 che si chiude con un attivo di 115 mila euro che, come annuncia il presidente dell’Avis provinciale Florio Ghinelli “verrà reinvestito, studieremo l’argomento e bandiremo una o due o borse di studio sui problemi inerenti al sangue e aumenteremo medici e infermieri dove c’è bisogno”. Ma non solo, “Metteremo a posto alcune sedi – annuncia ancora Ghinelli – con lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”.
A proposito di sedi, si è parlato anche della loro riduzione, ormai definita, da 36 a 16 in tutto il territorio provinciale per le quali l’Avis ferrarese è in attesa dell’accreditamento da parte della Regione che dovrebbe arrivare a breve: “Abbiamo fatto una scelta positiva che ha portato grande soddisfazione”, commenta Ghinelli. Tanti punti di raccolta sono stati chiusi in modo da ottimizzare le risorse contando le distanze tra i vari punti, il numero di donazioni a ogni uscita e il numero di uscite. “A Copparo ad esempio ci sarà un unico punto di raccolta – spiega Ghinelli – che ingloba quelli di Berra, Ro Ferrarese, Tresigallo, Iolanda e Formignana. Si è ingrandito e ha aumentato i posti di prelievo: Berra faceva 8 prelievi l’anno, adesso ne ha a disposizione 97 a Copparo e le persone possono andare a donare con più facilità”. Altre sedi che spariranno saranno quelle di Goro, Boscomesola, Santa Maria Codifiume e Casumaro. Una piccola rivoluzione che ha richiesto tempo e discussioni: “Bisogna farla digerire – ammette il presidente dell’Avis provinciale -. In alcuni punti siamo andati a discutere 9 volte per far capire ai dirigenti, ai sindaci e ai donatori i motivi di questa scelta non semplice ma abbiamo sempre trovato una collaborazione estrema. Quelli che hanno avuto i punti chiusi oggi hanno detto oggi lavoreranno come prima più di prima: un donatore dona ovunque”. L’accreditamento delle 16 sedi è solo un punto di partenza, Ghinelli infatti già guarda avanti, allo sviluppo dell’Area vasta e della probabile cessazione delle direzioni provinciali: “Abbiamo l’accreditamento, cominciamo a lavorare – afferma -, dobbiamo impegnarci nello sviluppo dell’area vasta, che è già in essere e anche noi dovremo adeguarci, dovremo impegnarci con Bologna, Imola e forse tra poco anche Modena. Tra un po’ di tempo non ci sarà più un’Avis provinciale ma un Consiglio di area vasta. C’è da confrontarsi e sviluppare mille cose”. Tra le mille cose anche tanti convegni, a Torino Milano, Brescia, Parma e Modena proprio per spiegare il processo appena compiuto per arrivare a ridurre i punti di raccolta prima che arrivi la commissione regionale per i controlli.

Florio Ghinelli
La scelta di Bondeno per l’assemblea non è stata casuale: “Ci lega un’amicizia da tanto tempo culminata nel 2012 a partire da giugno, dopo il terremoto, con il sindaco che ha dovuto emettere un’ordinanza di non agibilità nella sede dell’Avis – spiega Ghinelli -. Il primo luglio ci è stata concessa subito una nuova sede in viale dei Mille che però non era idonea, in 25 giorni i donatori hanno lavorato e l’hanno resa idonea, l’Usl ci ha dato idoneità, il 3 di agosto sono stati effettuati i primi prelievi e il 10 agosto l’Avis regionale ha pagato le fatture con dei fondi arrivati da conto corrente unico da tutta Italia dopo il sisma”.
L’Avis è adesso pronta ad affrontare le sfide del prossimo futuro: prima dell’estate partirà la donazione differita con gli esami del sangue, mentre son già stati, finalmente, riammessi quei donatori risultati positivi: “Da 3 anni sono cominciati a spuntare donatori positivi all’epatite C e B e all’Hiv – ricorda Ghinelli -. Sono stati controllati subito in ospedale per tranquillizzarli e dopo sono stati controllati anche al centro trasfusionale di Bologna che è il nostro punto di riferimento dove sono risultati negativi. Erano falsi positivi, però ci sono stati inghippi burocratici che ci hanno bloccati. Dopo varie disquisizioni anche un po’ animate – prosegue Ghinelli – siamo riusciti a risolvere il problema e a chiamare di nuovo i donatori scusandoci e loro sono stati ben felici di tornare e anche questa – conclude con soddifazione – è una cosa davvero positiva”.
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