Lettere al Direttore
23 Marzo 2014

Turismo: mal comune, mezzo gaudio

di Ruggero Veronese | 2 min

Gentile Direttore,

Da tempi immemorabili la Corte dei Notabili Estensi ( nonostante internet ) ha tenuto chiuso le frontiere alle notizie provenienti dagli gli stati confinanti ,per evitare sfavorevoli confronti in ogni campo.

Per ciò che riguarda l’industria turistica nel Comune di Bologna, anche nel 2013 infatti le presenze turistiche sono aumentate, passando da 2.036.594 nel 2012, a BEN 2.145.429 cioè +5,34 % ( alla faccia della crisi ) proseguendo così un trend positivo riscontrabile anche per esempio nella città di Imola con 174.269 presenze nel 2013 cioè + 12,18 % rispetto al 2012.

Nonostante ciò, anche loro hanno le loro disgrazie che segnalo per consolazione personale partendo innanzi tutto una dichiarazione dell’assessore alla Cultura comunale Alberto Ronchi, che al termine di una intervista afferma: “Bologna non è una città d’arte,è una grande città di cultura europea. Ha un patrimonio grande,ma molto diffuso a cui si unisce una fervida attività culturale”.

Peccato che questa altezzosa dichiarazione faccia a cazzotti con altri dati relativi ai Musei Bolognesi ed ai suoi visitatori. M.A.M.BO- Museo di Arte Moderna a BO rimane chiuso tutte le mattine, domenica inclusa.fino alle 12 e tutto il lunedì. Pinacoteca Nazionale- rimane chiusa tutto il lunedì, oltre il pomeriggio di martedì e mercoledì e le mattine da giovedì a domenica. Casa Carducci e Museo del Risorgimento- chiuso il pomeriggio da martedì a domenica,nei festivi infrasettimanali e tutto il lunedì.

Sicuramente tutte queste ingiustificate chiusure, non dipendono da un calo dei turisti, ma forse da una carenza (?) di personale in Comune a Bologna,come a Ferrara. Ma evidentemente in Regione, gli assessori alla Cultura, vivono in un altro mondo, che interessa solo a loro e che non ha nessuna relazione con l’industria del turismo, che fornisce reddito ed occupazione alla “plebe”cittadina.

Infatti, anche l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Alberto Ronchi, proprio in queste interviste si lamenta pubblicamente che la Fondazione CaRisBo, non dispensi più munifiche elargizioni come in passato.

Ma che strano! Come era bello allora, passare ad incassare e spendere a piacimento,senza la necessità di nessun ritorno, che non fossero quelli decisi a posteriori. Sicuri così di non sbagliare.

Un proverbio recita :”Mal comune, mezzo Gaudio.” E quindi consoliamoci.

Lanfranco Viola

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