Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
Valentino Tavolazzi bussa, ma Hera non apre la porta e così il consigliere comunale di Progetto per Ferrara si scaglia con forza contro la multiutility accusandola di voler nascondere la verità ai ferraresi sulle concessioni per l’utilizzo dei pozzi di Casaglia, utilizzati in parte per il teleriscaldamento cittadino.
Tavolazzi aveva presentato lo scorso 28 gennaio una richiesta di accesso agli atti volta ad ottenere una copia della convenzione vigente tra Hera (o il Comune) e Eni, proprietaria dei pozzi di acqua calda di Casaglia per verificare la durata della concessione per l’estrazione di calore e i corrispettivi pagati dalla società e la durata delle concessioni per la coltivazione stessi da parte di Eni. Richiesta negata dopo 35 giorni con una lettera a firma dallo stesso direttore del Teleriscaldamento Hera, Fausto Ferraresi, in cui si spiega (con tanto di pronunce giurisprudenziali) che l’atto di Tavolazzi non presenta il requisito di “funzionalizzazione delle informazioni richieste rispetto all’espletamento del mandato e per l’inconfigurabilità della società Hera Spa quale soggetto passivo” del art. 43 del testo unico enti locali che disciplina proprio le richieste di accesso agli atti.
“L’azienda dal bilancio sociale patinato (e costoso), dalle sbandierate ricadute economiche ed occupazionali nei territori in cui opera, dalla presunta trasparenza, perde ogni residua credibilità sociale, quando nega informazioni e documenti richiesti nell’interesse dei cittadini con accesso agli atti, da parte di un consigliere comunale di opposizione – afferma Tavolazzi -. Hera ha impiegato 35 giorni per scrivere in stile ‘azzeccagarburgli’ una lettera, firmata dal direttore del teleriscaldamento Fausto Ferraresi, che nega informazioni da me richieste il 28 gennaio, in merito ai pozzi di Casaglia, dai quali estrae parte del calore necessario per alimentare il TLR a servizio di decine di migliaia di appartamenti”. “Pur partecipando, tramite Ferraresi, a costosi convegni in Italia e nel globo, per raccontare la finta geotermia e il raddoppio del Tlr, basato sull’apporto fondamentale del cancro valorizzatore di Cassana – accusa ancora il consigliere di opposizione – Hera, quando deve rendere conto ai cittadini/soci, fornendo dati ed informazioni, diventa opaca, si chiude nel linguaggio burocratico antitetico alla trasparenza, nega elementari risposte a chi è stato eletto per richiederle. In altri termini prende a pesci in faccia coloro (tutti noi) che garantiscono ai soci privati utili e dividendi, pagando salatissime e monopolistiche bollette per i servizi rifiuti e acqua. E’ evidente a tutti che l’interesse dei cittadini ad avere quelle informazioni è gigantesco”.
Ma Tavolazzi ne ha anche per il presidente del Consiglio comunale Francesco Colaiacovo “coinvolto fin dall’inizio in questa richiesta”, accusato di aver svolto “un ruolo supino da passacarte, sottraendosi al dovere di difendere il mandato che la legge attribuisce al consigliere e che lui è tenuto a garantire quando viene calpestato, soprattutto se da una azienda partecipata a maggioranza pubblica”. Tornando a Hera, Tavolazzi riferisce di aver ricevuto “un bel ‘niet’ su tutti i fronti” con una risposta “che per due pagine e mezzo si arrampica su scivolosi specchi, tra sentenze ed interpretazioni, al solo scopo di negare le informazioni e i documenti richiesti da un consigliere comunale, garantito nelle sue prerogative, se non da Colaiacovo, dalla legge. Hera, da azienda di proprietà maggioritaria degli enti locali e quindi dei cittadini, si comporta peggio di una qualsiasi multinazionale, dimostrando di non avere a cuore i rapporti con il territorio e la trasparenza delle proprie azioni”.
A questo punto il consigliere di Ppf chiama in causa il sindaco Tiziano Tagliani, invitato a “dimostrare di non essere subalterno a Hera”. “Da socio dell’azienda e fino a ieri componente (tramite delegato) del consiglio di amministrazione – chiede Tavolazzi – esiga quelle informazioni e quei documenti (posto che non se sia già in possesso) e li esibisca ai cittadini. In caso contrario confermerà quanto da noi sostenuto da tempo riguardo alla sua impresentabilità come candidato sindaco della città di Ferrara”.
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