Comincia con un incontro pubblico – un’agorà – in corso Martiri l’8 marzo a 5 Stelle di Ferrara organizzato dai Grilli Estensi e che ha visto come protagonisti – davanti a una cinquantina di attivisti- i parlamentari Giulia Sarti, Vittorio Ferraresi e Nicola Morra.
I parlamentari arrivano alla spicciolata, ma per ognuno di loro le domande dei cittadini non tardano ad arrivare. Il primo a presentarsi in corso Martiri (la location iniziale sarebbe dovuta essere piazza Savonarola ma qualcosa è andato storto nel rilascio dei permessi dato che alle 17 c’era ancora il mercatino del fine settimana) è Nicola Morra. Per lui farsi sentire diventa un problema: il piccolo microfono in dotazione non è abbastanza efficace, la sua voce bassa e pacata non aiuta e a questo si aggiunge anche il rumore degli autobus e di qualche taxi (per fortuna arriverà il provvidenziale megafono portato da Ferraresi) ma l’ex presidente dei grillini al Senato non si scoraggia e parla di legge elettorale, del decreto Imu/Bankitalia – “lo attaccheremo da un punto di vista formale e procedurale”, annuncia – di economica e anche di elezioni europee: “Sono abbastanza convinto che ottenendo un boom alle elezioni, ovvero vincendo, potremo indurre il vero sigillo della conservazione, re Giorgio, a rassegnare le dimissioni e così resettare tutto”.
Arriva anche Vittorio Ferraresi che attacca l’Italicum. “Mi vergogno anche a chiamarlo così, è peggio del Porcellum” assicura, per poi guardare al Pd: “quante volte vi ha ingannato parlando di preferenze? Invece le preferenze non le vogliono e per fortuna che Rosy Bindi ha avuto un sussulto di dignità. Noi voteremo a favore delle preferenze di genere, anche se non le condividiamo, solo perché almeno così si introduce il baluardo delle preferenze”. Il deputato modenese componente del meet up di Ferrara parla anche del sisma: “Abbiamo chiesto una fiscalità di vantaggio, uffici speciali per la ricostruzione, una no tax area, la sospensione dei mutui sulle case inagibili, il rimando delle rateizzazioni per le imprese ma nessun provvedimento è arrivato ancora”. E di nuovo il Pd è al centro delle critiche: “Governano loro, hanno la maggioranza, noi votiamo le loro proposte e loro dovrebbero fare altrettanto invece bocciano i nostri emendamenti in modo pregiudiziale”.
Spazio quindi agli attacchi verso il presidente della Regione Vasco Errani: “La burocrazia, il sistema Errani, ha totalmente fallito – afferma Ferraresi parlando di ricostruzione – ci troviamo ancora con delle baraccopoli, con delle case in cui entra l’acqua dal tetto, dove ci sono i topi e con delle bollette altissime”. Anche il Piano Rifiuti regionale entra nel mirino: “Quello di Errani e della giunta è stato un colpo di mano”. Le ultime stoccate sono all’indirizzo della presidente della Camera Laura Boldrini. E non sono per nulla tenui: “dispiace dirlo nella festa della donna, ma è incompetente”. Idem per Matteo Renzi: “Con il 12% di disoccupazione parla di gesti simbolici, di generazione Erasmus, va nelle scuole di Siracusa come Mussolini, parla di un fondo per le Pmi ma gli voglio ricordare che esiste già e lo abbiamo creato noi. Gli voglio lasciare un messaggio – conclude Ferraresi -: stai sereno Matteo, perché fra un po’ ti mandiamo a casa noi”.
Con un po’ di ritardo arriva anche Giulia Sarti, accolta da un sonoro applauso: “Siamo qui per chiedere conto di tutti gli errori fatti negli ultimi 20 anni – afferma dopo aver fatto le pulci alla maggioranza su Bankitalia (“ormai è diventata una banca privata”) e sui decreti omnibus -, ci serve però il vostro aiuto, abbiamo bisogno del contributo delle persone”.
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