
Il quartiere di Santa Monica, vicino a Segrate
Dall’ascesa al tracollo del sistema bancario nel corso di una puntata di “Presa Diretta”, il programma di inchiesta in prima serata condotto da Riccardo Iacona, che ha condensato in un paio d’oro i sei tumultuosi anni trascorsi dall’inizio della crisi economica del 2008. Dallo scoppio della bolla speculativa a Wall Street – con le immagini dei funzionari Lehman Brothers che si allontanano con le scatole di cartone in braccio – al commissariamento di una banca locale come Carife, il tutto legato da un unico filo conduttore: dove sono andati a finire i capitali e qual’è il vero motivo di una crisi economica di cui non si intravede la fine?
E la risposta che gradualmente emerge dall’inchiesta di Rai Tre sembra puntare il dito principalmente contro la sregolamentazione del sistema finanziario, che da un lato ha permesso una proliferazione esponenziale di titoli completamente slegati dall’economia reale (come i derivati, il cui valore attuale sarebbe addirittura 10 volte superiore al Pil mondiale), spingendo le banche a imbarcarsi in operazioni sempre più rischiose. “Tanto, se anche va male, ci sarà sempre uno Stato a salvare la banca”. Parole pronunciate dagli operatori di Wall Street intervistati dalle telecamere di Presa Diretta per descrivere gli istituti “Too big to fail”, troppo grandi per essere lasciati fallire. Come Lehman Brothers, ovviamente, ma secondo l’inchiesta di Rai 3 anche come il Monte dei Paschi di Siena, che deteneva circa 20 miliardi di titoli di Stato e l’Italia, molto semplicemente, non poteva permettersi di vederla chiudere i battenti. Anche se a pagarne le spese sarebbe stata tutta la collettività.
Ma cosa succede quando la banca in mezzo alla tempesta non rientra nell’esclusivo club delle “Tbtf”? È questo il caso di Carife, commissariata e sottoposta a una terapia d’urto per risanarne i conti pubblici. Iacono racconta la ormai famigerata vicenda del finanziamento erogato dall’istituto ferrarese per finanziare il quartiere di Santa Monica, nell’hinterland milanese: 140 milioni che, si scoprì in seguito, superavano del 25% il capitale di vigilanza. E che furono erogati nonostante i tentativi di vari funzionari per dissuadere l’allora direttore generale Gennaro Murolo dall’imbarcarsi nell’operazione.
Gli inviati di Presa Diretta parlano con il giornalista Stefano Ciervo, che racconta come all’epoca dei fatti, nel 2008 “nessuno sapesse nulla di questa operazione”, e che i fatti cominciarono a venire a galla quando “i piccoli proprietari cominciarono a scoprire di un enorme finanziamento concesso a un solo cliente affidatario. Qualcuno l’aveva detto prima, senza essere ascoltato. Ma questa ormai è storia processuale”.
Dopo le dimissioni di Murolo, nel 2009, si alternano due nuove dirigenze, che non riescono tuttavia a evitare il commissariamento. Nel frattempo però nasce il malcontento tra gli azionisti, che sostengono di essere stati ingannati da un istituto nel quale riponevano fiducia. In pochi mesi infatti le azioni perdono l’80% del valore, facendo quasi scomparire l’investimento di chi aveva creduto nella campagna promozionale di Carife: “Siamo stati ingannati consapevolmente da banca che sapeva di avere titoli che non valevano nulla – sono le parole di un pensionato raggiunto dall’inchiesta di Rai Tre -. E mi hanno addirittura telefonato a casa per propormeli”. Un amico al suo fianco racconta la propria storia e la difficoltà che ora investe la sua intera famiglia: “Mi hanno ‘fregato’ 145 mila euro – spiega l’anziano ferrarese -: oltre al danno economico personale, avevo coinvolto anche i miei figli in questo investimento. E ora mi sento responsabile di questa truffa ai loro danni”.
Storie note a Ferrara, dove la parabola discendente delle azioni Carife ha investito numerose famiglie e clienti storici della banca. Il tutto mentre, dall’altra parte dell’oceano, gli istituti di credito sembrano già esser tornati agli sfarzi e alla facilità di credito pre-crisi, e già c’è chi prevede una nuova bolla speculativa. Ma è questa – secondo gli analisti di Wall Street intervistati da Rai Tre – la vera vittoria delle banche: “Hanno messo in piedi la più grande operazione di marketing della storia. Dopo pochissimi anni, sono già riusciti a convincere il mondo che la colpa della crisi siano gli Stati, invece delle banche”.
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