Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
La civica interviene dopo la rottura con i 5 Stelle in vista delle elezioni di Comacchio: pesa la mancata certificazione dopo le divisioni interne
Nove donne e sette uomini, 40 anni età media, 19 anni la più giovane candidata: ecco solo alcuni dei dati della lista civica Io Voto a sostegno del candidato sindaco Walter Cavalieri Foschini
Si partirà dal litorale ferrarese, dove sabato 9 maggio alle ore 9 è in programma il secondo dei due Open Day promossi dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina in occasione della giornata nazionale del “Made in Italy”
Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 2 aprile, presso la chiesa del Santissimo Rosario della città lagunare, la celebrazione del Precetto Pasquale per i Carabinieri della Compagnia di Comacchio
Lagosanto. Non accenna a placarsi la diatriba sulla sanità del basso ferrarese. Il “Coordinamento per liberazione sociosanitaria del basso ferrarese” scrive una dura nota stampa all’indirizzo delle amministrazioni locali e dei dirigenti sanitari che appoggiano la riorganizzazione della sanità ferrarese auspicando che nel futuro ci siano nuovi interlocutori aperti al dialogo.
“L’asse Delta-Comacchio rimane ben saldo attorno al principio che la tutela del diritto costituzionale alla salute del cittadino passa attraverso la difesa intelligente delle strutture sanitarie e delle eccellenze mediche del territorio in cui il cittadino vive – si legge nella nota -. Difesa intelligente in quanto la consapevolezza della difficile situazione economico-finanziaria del paese impone a tutti la massima attenzione circa la valutazione dei costi e la considerazione della produttività e dell’efficienza delle strutture sanitarie. L’esperienza maturata in tredici anni di monitoraggio della funzionalità del “San Camillo” documenta quanta attenzione sia stata portata dalle associazioni di promozione sociale del territorio in questo senso” scrive Giovanni Gelli, portavoce del coordinamento.
Dopo la difesa del diritto dei cittadini a far valere le proprie ragioni arrivano parole dure per la direzione sanitaria regionale e locale la cui condotta viene definita di “decisionismo arrogante” dietro cui si celerebbe la “volontà di imporre al territorio un modello schematico di sanità che rasenta l’ideologia, in nome della quale ridurre al silenzio le forze sociali e politiche che si oppongono”. “La Direzione Ausl, spalleggiata dall’assessorato regionale – si legge ancora nella nota – rappresentando la parte attiva della popolazione, che si batte per la tutela del diritto alla salute, con il termine di “poche voci fuori dal coro”, indica la presenza di problemi di ordine pubblico, (quanto di più offensivo si possa immaginare in una lotta democratica), anziché fornire gli elementi tecnici analitici specifici più volte richiesti”.
Una situazione che il Cls paragona a quella relativa al deliberato trasferimento del service per lo sviluppo del test Hpv-Dna della diagnosi precoce del tumore al collo dell’utero. “Se il sindaco di Ferrara e la presidente della Provincia chiedono di conoscere le motivazioni scientifiche, cliniche e organizzative alla base della scelta di Bologna, è evidente che queste mancano e non può essere altrimenti – scrive il portavoce Gelli -: affinché il modello ideologico della sanità si imponga, occorre che in esso siano coinvolti i ‘potentati’ della sanità. Ecco, allora, che la decisione viene assunta senza il necessario approfondimento tecnico-politico. Ancora, se il diritto alla salute dell’individuo fosse il vero principio ispiratore del Piano strategico di riorganizzazione sanitaria, allora la priorità di garantire la qualificata assistenza al cittadino nel territorio in cui vive si esprimerebbe attraverso la promozione di azioni tese a ridurre la cosiddetta mobilità passiva, che, tra l’altro, comporta un notevole esborso finanziario alle casse dell’Azienda sanitaria. La vicenda della chirurgia vertebrale di eccellenza, migrata dal Sant’Anna a Santa Maria Maddalena, nel Veneto, dimostra che si è disposti a pagare tre volte di più il servizio prestato ai cittadini di questa provincia pur di non scontentare, di nuovo, i “potentati” della Regione, i quali potrebbero mettere in crisi il modello ideologico della sanità. Un altro elemento che rafforza l’ipotesi di un modello di sanità da imporre al territorio si ravvisa nel contrasto tra le dichiarazioni rassicuranti circa la bontà del modello stesso e la dura e sconfortante realtà della fase applicativa”.
Critiche anche alle parole del direttore generale regionale a proposito del Pronto Soccorso e sulle garanzie date per il pronto intervento nei futuri ospedali di comunità: “Nella realtà applicativa, ad esempio Comacchio non solo è da capire che cosa si intenda col termine ‘presidio di pronto intervento’ (ammesso che ci sia) ma addirittura si opera per asportare le insegne. Un altro esempio: pur di mettere a tacere l’accusa di svuotamento dell’ospedale del Delta, si fanno parlare i dottori i quali, in sostanza, dicono trattarsi di una riorganizzazione dei servizi per intensità di cura. Forse dimenticano quanto dichiarato nel marzo 2012 dal responsabile regionale del Servizio presidi ospedalieri: ‘Essendo il processo di trasformazione degli ospedali per intensità di cura un processo lungo e avendo bisogno di essere accuratamente studiato penso che sarebbe meglio non avere degli obiettivi ideologici'”.
“Le forze politiche e sociali del territorio ferrarese – continua Gelli – non possono rimanere inerti spettatori di quanto avviene, in ossequio al principio che la politica deve stare fuori dalla sanità, appannaggio di manager e tecnici clinici”. Per il Cls, dati i rapporti delle forze politiche e dei dirigenti con le associazioni di di cittadini, non ci sarebbe molto spazio per dar seguito al “patto con i professionisti della sanità, con gli operatori e con i cittadini” proposto dal presidente della Regione Vasco Errani nel novembre scorso. Il Cls invita altresì tutti i consiglieri dell’Unione dei Comuni del Delta a far sentire la propria voce, libera da condizionamenti di parte, per difendere il diritto alla salute dei propri cittadini: “Questa è politica con la P maiuscola. Ecco perché al Consiglio dell’Unione, convocato in modo straordinario sulla questione sanitaria, deve essere presente l’assessore regionale Lusenti”. Ma la politica locale, agli occhi del Cls, non sembra un buon interlocutore al momento: “Rimane il dubbio forte: come può questa direzione generale locale essere aperta al dialogo e disponibile al confronto con le associazioni attive dei cittadini se, finora, non ha dato prova di credibilità in tal senso? E’ per questo motivo – conclude la nota – che si chiedono nuovi interlocutori.
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