Il Comune di Ferrara prevede sei diverse modalità di consultazione popolare, elencate agli articoli 20-25 del testo approvato nel 2006 dal consiglio comunale: assemblee pubbliche, questionari, mezzi informatici o telematici, sondaggi di opinione, udienze pubbliche o “altre forme volta a volta individuate”. “Perchè allora il sindaco ha deciso di effettuare solo il sondaggio sulla geotermia su una parte dei cittadini, piuttosto che un questionario che coinvolgesse tutta la popolazione?”. È questa la provocatoria domanda di Mario Testi, tra i fondatori del comitato FerrAria Pulita che lotta contro la realizzazione della nuova centrale di Hera a Malborghetto.
Il dubbio di Testi si basa sulla risoluzione proposta nell’aprile scorso dal consigliere Ppf Valentino Tavolazzi, e approvata all’unanimità da tutto il consiglio comunale. Un documento che impegnava la giunta ad “attivare tutte le azioni politiche e amministrative per realizzare la consultazione dei cittadini sul progetto di Hera, in stretto contatto con il comitato locale” e ad “organizzare, in collaborazione con il comitato, assemblee informative e di confronto sui risvolti tecnici, ambientali, sanitari ed economici del progetto Hera. Impegni non rispettati dall’amministrazione, che ha scelto autonomamente sia la modalità che le date della consultazione”.
Non stupiscono quindi i malumori da parte del comitato FerrAria Pulita: “Perchè il sindaco – parte all’attacco Testi – non ci ha consultato sulle date e sulle modalità delle consultazioni come, da quanto si desume dalla risoluzione, avrebbe dovuto fare? Il sindaco ha preso la via più comoda e la mano democratica. Mi sento ferito nel mio orgoglio di cittadino: Tagliani dice che il regolamento è stato rispettato alla lettera, ma invece lo ha utilizzato come riteneva più opportuno, disattendendo la volontà del consiglio comunale”.
L’accusa al sindaco da parte dell’attivista si basa semplicemente su un dato politico: il mancato rispetto di un impegno preso con gli elettori. E il fatto che il sindaco abbia pronunciato la propria promessa all’interno di una chiesa (nella parrocchia di Malborghetto) aumenta l’indignazione di Testi. “È vero – conclude Testi – che la risoluzione approvata dal consiglio non è vincolante a livello esecutivo, ma lo è a livello morale. Tagliani si era impegnato di fronte a Dio e agli uomini a consultare la cittadinanza”.
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