Politica
21 Febbraio 2014
Flash mob delle associazioni delle forze armate per chiedere il rimpatrio di Girone e Latorre

I veterani al fianco dei marò: “Il governo acceleri i tempi”

di Ruggero Veronese | 3 min

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unnamed (640x445)“Siamo venuti a manifestare non solo per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma per tutti i militari italiani in missione all’estero”. Sono presenti sia i veterani pensionati delle forze militari che alcuni uomini ancora in servizio al flash mob organizzato dal Cocer (il consiglio centrale di rappresentanza delle forze armate) per il rimpatrio dei due marò detenuti in India dal febbraio 2012. Una manifestazione che ha visto i sostenitori dei corpi militari scendere nelle piazze di molte città italiane e alla quale hanno aderito anche i rappresentanti ferraresi di marina, esercito e bersaglieri.

Ma l’iniziativa, ci tengono a precisare gli attivisti, deve essere vista in un contesto più ampio rispetto all’episodio dei due marò italiani, che rischia di diventare un pericoloso precedente in tema di rapporti internazionali. “Tutti i militari in missione all’estero – spiega Elvio Pazzi, veterano del 1° reggimento San Marco della marina militare – hanno bisogno di garanzie da parte del proprio paese, soprattutto quando operano in missioni concordate a livello internazionale. Girone e Latorre sono stati inviati dallo Stato italiano per un’operazione anti pirateria e non si può pensare che vengano abbandonati alla propria sorte in India. Se anche dovessero aver sbagliato, è giusto che sia lo Stato italiano a giudicarli, soprattutto se si considera il clima che si respira ora in India”.

Il riferimento di Pazzi riguarda le elezioni indiane, previste tra aprile e maggio. Elezioni in cui il caso dei due marò rischia di diventare un’arma di propaganda a scapito dei due militari italiani, che assistono impotenti agli slogan elettorali di esponenti politici che invocano il pugno duro e addirittura la pena capitale. “La nostra paura – spiega Francesco Mascellani dell’associazione dei marinai – è che Latorre e Girone vengano “mercanteggiati” all’interno della politica indiana, che già usa parole come “terroristi” per definirli. E questo crea un paradosso non da poco: il prossimo semestre europeo sarà sotto la presidenza italiana e questo implica che, secondo l’India, l’Unione Europea sarebbe guidata da un paese terrorista. E forse anche secondo certi partner europei che non hanno mai supportato i nostri appelli per il rimpatrio dei due marò”.

Una nota polemica verso l’Europa che coinvolge però anche la stessa diplomazia italiana, definita “assente da due anni a questa parte” da Lino Taparelli, presidente dell’associazione dei bersaglieri di Ferrara. “Facciamo queste manifestazioni – spiega Taparelli – proprio per cercare di attivare i nostri diplomatici”. Un discorso in cui diventano cruciali anche i tempi per la formazione del nuovo governo. “Speriamo che i tempi siano brevi – conclude il bersagliere -: la prossima settimana c’è già una riunione della commissione indiana, mentre la nostra politica è ancora ferma. Bisogna accelerare i tempi: per poter avere certezze è necessaria anche una voce dal governo”.

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