Si è conclusa la notte scorsa la fase di allerta per la piena del fiume Reno, mentre Protezione Civile ed enti pubblici continuano a monitorare con attenzione gli argini del Po, il cui livello non dovrebbe comunque innalzarsi in maniera preoccupante. Queste le ultime novità riguardo alle particolari piene invernali che hanno coinvolto negli ultimi giorni la Pianura Padana.
L’assessore provinciale alla Protezione Civile, Stefano Calderoni, si è recato ieri mattina, 29 dicembre, nelle campagne ferraresi per verificare la situazione dei fiumi della provincia e, per quanto ottimista riguardo alla sicurezza di canali e corsi d’acqua, non nega la particolarità del fenomeno a cui sta assistendo il territorio. “L’aspetto che colpisce – afferma l’assessore – è che questo evento avviene fuori stagione, visto che di solito si verifica in primavera o in autunno. Il motivo principale è la pioggia molto intensa di queste settimane, del 30% superiore alla media degli ultimi anni, che ha reso i terreni molto saturi d’acqua. In questo modo la terra è capace di assorbire meno e scarica molta acqua verso valle. Inoltre le alte temperature hanno favorito molte piogge a bassa quota, che rispetto alle nevicate determinano un rilascio d’acqua meno graduale nei fiumi”.

L’assessore Stefano Calderoni
Alte temperature che secondo Calderoni hanno due cause: da un lato “la massa di aria calda proveniente dall’Africa, alla base dell’anticiclone che ha causato le precipitazioni”, dall’altro “l’innalzamento della temperatura media, a cui purtroppo dovremo fare un po’ il callo”. Fattori che hanno portato le temperature a superare di oltre 6 gradi la media di dicembre degli ultimi anni (secondo il portale Ilmeteo.it, la media delle temperature minime e massime nella provincia di Ferrara, negli ultimi 30 anni, è stata rispettivamente di 1 e 6 gradi centigradi).
Per quanto riguarda il livello dei fiumi la situazione è comunque sotto controllo e gli unici problemi di rilievo, secondo Calderoni, potrebbero essere “i detriti diretti verso valle e verso le zone costiere, sui quali si potrà intervenire solo dopo la piena. La cui peculiarità di questo fenomeno è proprio la presenza di molti detriti di vario genere”. Per il Po si potrebbe raggiungere lo stato di allerta 1 (il minore dei tre gradi possibili), ma l’assessore al momento esclude rischi per le abitazioni o le proprietà. La situazione potrebbe migliorare anche grazie alle nevicate e all’abbassamento di temperatura nelle zone montane, che determinerà un minor rilascio d’acqua verso la pianura.
L’Aipo, Agenzia Interregionale per il Fiume Po, comunicava ieri che “nella sezione di Pontelagoscuro il colmo è previsto nella serata di oggi [ieri, ndr], 29 dicembre, con valori prossimi a 1.05 m s.z.i. Nella giornata di domani, 30 dicembre, la piena raggiungerà i rami del Delta per poi confluire in mare nelle ore successive. Si raccomanda attenzione e prudenza nelle aree golenali aperte e in generale nelle zone prossime al fiume”.
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