È caos nei rapporti tra Comune di Ferrara e Hera per la riscossione della rata conclusiva per il pagamento della Tares 2013, il tributo che dal primo gennaio 2013 ha preso il posto delle vecchie Tia (Tariffa igiene integrata ambientale) e Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). Sono numerose infatti le segnalazioni di cittadini che negli ultimi giorni hanno provato a mettersi in contatto con gli uffici dell’amministrazione o della multiutilities in cerca di chiarimenti e informazioni sulle modalità di pagamento, ma solo per venire continuamente “rimbalzati” da un operatore all’altro senza ottenere risposta. Una situazione che ha spinto il Comune a divulgare un comunicato chiarificatore e in cui l’amministrazione chiede a Hera una maggiore efficienza nell’assistere i ferraresi. Ad oggi rimangono però ancora inalterati alcuni dei principali dubbi dei cittadini, ad esempio riguardo alla rateizzazione del pagamento o alla possibilità di ricevere rimborsi in conguaglio per le piccole cifre.
“In molti casi – scrive il Comune – gli operatori telefonici Hera invece di riportare le informazioni relative al pagamento della Tares così come stabilito per il nostro territorio e riportate nella documentazione diffusa nei giorni scorsi, invitano i cittadini a rivolgersi agli uffici del Comune. Le problematiche principali dei cittadini evidenziate in questi giorni riguardano il mancato ricevimento dell’F24 e il rifiuto da parte di Via Diana di annullarlo, di rilasciarne un duplicato o di apportare correzioni; il rifiuto di ricevere le richieste di rateizzazione del tributo; la pretesa che gli uffici comunali provvedano alla modifica dei dati contenuti negli avvisi di pagamento. Tutte prestazioni queste che, da convenzione, competono esclusivamente ad Hera. Si segnala inoltre l’invio ai contribuenti di avvisi di pagamento a credito con l’indicazione che debbano essere gli utenti a richiedere al Comune il rimborso degli importi già versati e non dovuti. Ribadiamo che, sempre come previsto in convenzione, la gestione dell’attività di rimborso relativa al Tares 2013 è di esclusiva competenza di Hera”.
La convenzione, in poche parole, pone in capo a Hera tutti i compiti previsti dal suo ruolo di riscossore, che verserà poi l’incasso al Comune. E questo pagherà a sua volta l’azienda per il servizio complessivo. Il concetto si ritrova anche nella relazione presentata il 30 settembre dall’assessore al bilancio Luigi Marattin, in cui si legge che “mentre prima il rapporto era tra cittadino e gestore, ora formalmente il cittadino paga al Comune (benchè riscuota il gestore), che incamera quella cifre in entrata in bilancio e poi le paga al gestore”.
I problemi nascono quando gli operatori dei diversi uffici non sanno districarsi dai vari compiti. Un esempio è quello delle rateizzazioni: anche se il Comune scrive che il ricevere richieste di rateizzazione è una prestazione in capo a Hera, basta telefonare all’azienda per scoprire che questo servizio non è previsto per la città Estense. Gli operatori spiegano infatti di avere una lista di Comuni (in gran parte minori, ma in cui compaiono anche capoluoghi come Ravenna) in cui è prevista la rateizzazione, in cui non è però presente Ferrara.
Procedendo alla ricerca di chiarimenti, però, i dubbi non fanno che moltiplicarsi. Ad esempio per quanto concerne gli eventuali rimborsi da restituire agli utenti. Nel caso questi superino i 12 euro, gli operatori Hera affermano che i conguagli verranno recapitati a Ferrara nel gennaio 2014, ma il discorso cambia quando si parla di rimborsi minori. Secondo gli operatori infatti “non è previsto alcun rimborso di crediti inferiori a 12 euro, neanche in forma di detrazione dai pagamenti per l’anno successivo”. Una cifra quasi irrisoria e che difficilmente metterà in difficoltà le famiglie, ma che nonostante ciò provoca la perplessità di chi segnala il problema: dove vanno a finire quei 12 euro che non saranno restituiti? Un dubbio al quale gli operatori Hera non sanno dare risposta, ma che trova riscontro all’articolo 39 del regolamento Tares comunale: “Ai sensi dell’articolo 1, comma 168, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si procede al versamento in via ordinaria e al rimborso per somme inferiori a 12 euro per anno d’imposta”.
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