Economia e Lavoro
18 Dicembre 2013
Per il 2014 Roncarati punta su turismo e riapertura del credito, ma chiede alla politica una semplificazione normativa

Anno 2013: ripresa lontana, ma l’export tiene a galla l’economia

di Ruggero Veronese | 4 min

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unnamed (7)È ancora presto per poter parlare di ripresa, ma le prospettive per il 2014 per le imprese ferraresi appaiono se non altro a tinte meno cupe rispetto a un anno fa. È questo il dato principale che esce dalla relazione di fine anno della Camera di Commercio di Ferrara, che ha presentato i risultati raggiunti sia a livello di ente camerale sia per quanto riguarda le analisi di mercato dei vari comparti economici. I segnali più incoraggianti riguardano soprattutto le grandi aziende, in particolare quelle operative sui mercati esteri, mentre l’uscita dal tunnel sembra ancora lontana per le piccole imprese. Per quanto riguarda le principali manovre in cantiere per il 2014, il presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati, sottolinea soprattutto l’aiuto al sistema del credito, soprattutto attraverso il rifinanziamento dei consorzi confidi, e la promozione del comparto turistico, sfruttando anche la scia dell’Expo 2015 di Milano.

Gettando uno sguardo sui vari comparti economici, è l’industria manifatturiera il settore meno in crisi nel ferrarese, nonostante un calo complessivo del 4,2% nelle ordinazioni, del 4,1% nella produzione e del 3,1% nel fatturato totale. I risultati migliori li ottengono le industrie meccaniche, della chimica e della lavorazione dei minerali, mentre destano preoccupazioni le imprese che lavorano nel campo delle macchine elettriche ed elettroniche, dell’industria dei metalli, del legno e dei mobili, della carta e dell’editoria. Più grave la situazione dell’artigianato, con una produzione che nel 3° trimestre 2013 cala in maniera più decisa rispetto al resto dell’anno (-5,9% contro il -4,1% del totale), con una diminuzione del 3,8% del fatturato complessivo e del 6,6% delle ordinazioni. Il comparto più colpito dalla crisi è però ancora una volta quello del commercio, dei servizi e del turismo, che vede una riduzione del 7,7% delle attività e in cui spicca soprattutto il calo del 12,2% del commercio al dettaglio di prodotti alimentari, contro una media nazionale del -5,3%. Non si può parlare di ripresa neanche per quanto riguarda infine il settore edile, anche se il calo dello 0,4% registrato negli ultimi mesi non è comparabile al -2,6% del trimestre precedente.

Le notizie migliori vengono dall‘export, in aumento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2013, in controtendenza rispetto ai primi mesi dell’anno (in cui si era registrato un calo del 7,5%. Il trend migliore riguarda i prodotti legati alla lavorazione del legno e alla vendita di mobili: +26% rispetto al 2012, anche se il comparto coinvolge solo l’1,3% dell’export complessivo. Pesano di più i prodotti alimentari, il sistema moda e l’elettronica, assieme alla leggera crescita di gomma e ceramica, mentre calano le esportazioni nei settori della meccanica, delle automotive e della chimica.

Una volta analizzati i dati complessivi, Roncarati e il direttore generale della Camera di Commercio, Mauro Giannattasio, parlano delle proprie aspettative e priorità per il 2014. Il presidente dell’ente camerale si augura che la politica sappia dare risposte all’economia reale e afferma che “nella sfera pubblica per trovare soldi per gli investimenti è necessario tagliare sui costi, dal momento che alzare ulteriormente le tasse sarebbe improponibile. Ci vuole un cambio di passo per semplificare il sistema, che spesso rende impossibile aprire una nuova impresa a causa dell’eccessivo numero di adempimenti che questa deve affrontare”. L’anno prossimo la Camera di Commercio stanzierà 3,5 milioni di euro nei vari progetti a sostegno dell’impresa. Un milione di euro sarà dedicato all’accesso al credito, e in particolare al rafforzamento del sistema dei Confidi e all’abbattimento delle garanzie richieste per il microcredito. Altri stanziamenti riguarderanno i processi di innovazione, in particolare per le reti di impresa (400 mila euro), l’occupazione giovanile (300 mila euro), le agevolazioni alle nuove imprese (400 mila euro) e l’internazionalizzazione delle aziende (400 mila euro), ovvero la possibilità di aprire uffici distaccati per limitare le spese delle trasferte.

Roncarati dedica un discorso a parte per il settore turistico, su cui Ferrara deve puntare in quanto, “a differenza di altri settori, rende possibili investimenti anche senza grossi capitali alle spalle. Grazie all’Expo di Milano potremo “catturare” molti visitatori dall’estero, se sapremo proporre Ferrara ai tour operator”. L’obiettivo minimo di Roncarati, e per il quale si è già attivato presso le istituzioni, è quello di riportare a Ferrara la fermata dei treni ad alta velocità.

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