Cronaca
21 Novembre 2013
Tre diverse "lezioni" per la formazione culturale e discutere di Europa, economia, democrazia e mercato

Una scuola popolare per “Invertire la rotta”

di Daniele Oppo | 3 min

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Somma-Corridoni-Ravaglia-PinnaInvertire la rotta. È questo il titolo e il filo conduttore della scuola di formazione popolare promossa dal Comitato acqua pubblica in collaborazione con Attac Italia e Insolvenzfest che si muoverà tra concetti chiave come democrazia, Europa, finanza, istituzioni nazionali e beni comuni.

Tre diverse “lezioni” per tre sabati consecutivi. Il 23 novembre, alle ore 15 a Palazzo Bonaccossi si parlerà di Europa con Stefano Risso (Attac) e Claudio Gnesutta (Università La Sapienza), mentre il 30 novembre, alle ore 10 nel Ridotto del Teatro Comunale Roberto Errico (Forum Nuova Finanza Pubblica) e Ivan Cicconi (esperto di appalti pubblici) dialogheranno su “Disarmare la finanza. La finanziarizzazione dell’economia e dei servizi”. Il terzo incontro sarà il 7 dicembre, alle ore 10,30 presso la Sala della Musica con Alessandro Somma (Unife) e Franco Russo (Associazione per la democrazia costituzionale) che dialogheranno su “Stati sovrani? Economia del debito e democrazia economica”.

“La ratio degli incontri -spiega Marcella Ravaglia del Comitato acqua pubblica di Ferrara- è quella di descrivere le relazioni fra crisi, democrazia e politiche di austerità sia a livello europeo che nazionale e descrivere l’operato di organi non democraticamente eletti che intervengono per determinare le politiche economiche e sociali dei Paesi. Invertire la rotta -spiega ancora Ravaglia- è quello di divulgare dei concetti, evidenziare i nessi causa-effetto che determinano gli eventi che subiamo e promuovere le campagne di lotta all’austerità per una democrazia reale, per contrastare la deriva antidemocratica assunta dalle istituzioni e dai mercati”.

“C’è un evidente scontro fra democrazia da un lato ed esigenze dei mercati dall’altro -afferma Alessandro Somma, docente Unife, coordinatore scientifico dell’iniziativa e relatore di uno degli incontri-. Il nostro scopo è capire le dinamiche complessive che hanno portato alla prevalenza delle ragioni dei mercati e riflettere sulle politiche che vanno nella direzione opposta. In questo senso -continua Somma-, la mia presenza è anche la sottolineatura di un dialogo stretto fra la città e l’Università nell’ambito del progetto che vede Ferrara da tempo impegnata nella creazione di una città universitaria”. L’approccio critico verso la “cultura dominante” è uno dei punti su cui si focalizza un’altra organizzatrice, Elisa Corridoni del Prc: “Ci troviamo in una situazione in cui prevale l’immagine di una storia che passa per la visuale del mercato e dell’economia come scienza esatta, noi -spiega- lavoriamo per costruire un dialogo comune e pensiamo di dare una formazione culturale qualificata presentando un’idea che contrasti quella che per ridurre il debito bisogna vendere i beni pubblici, privatizzare i servizi o vendere le azioni Hera, creando anche un percorso comune con gli altri movimenti che da tempo si confrontano su queste tematiche”.

Il senso della scuola, in definitiva, diviene quello di dare maggiore valore alla costruzione politica della democrazia: “Dagli anni ’80 non abbiamo più un vocabolario condiviso per parlare di politica, tanto è vero che si riesce a far passare il messaggio che alcune scelte siano indiscutibili -chiosa Somma- invece politica significa che una decisione può essere messa in discussione con cognizione di causa”.

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