Ancora scintille tra i vertici del Sant’Anna e Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici che da tempo lamenta le condizioni di lavoro di medici e capi di reparto, a causa della carenza di personale e delle eccessive ore di straordinario non retribuito (circa 75 mila all’anno) per i medici. Frizioni che si trascinano ormai da tempo e che hanno già portato sindacato e azienda ospedaliera a confrontarsi nelle aule di tribunale, con la prossima udienza attesa a dicembre in corte d’appello a Bologna. Negli ultimi giorni Anaao ha quindi proclamato lo stato di agitazione del personale del Sant’Anna, minacciando di dar luogo a giornate di sciopero in caso di un mancato accordo.
Dopo aver dato comunicazione alle autorità dello stato di agitazione, il sindacato attende quindi una chiamata dal prefetto Provvidenza Raimondo, che tenterà una prima conciliazione tra le due parti. “E qualora non si riuscirà a raggiungere un accordo – afferma il segretario provinciale Anaao Assomed, Pierluigi Api – prepareremo ulteriori iniziative fino ad arrivare allo sciopero”.
I punti chiave chiamati in causa da Api sono tre: migliorare le condizioni di lavoro, applicare del contratto di lavoro della dirigenza medica e ottenere il rispetto delle normative. ” C’è bisogno – afferma il segretario Anaao – di una politica aziendale avveduta tesa a conoscere la professionalità e i problemi dei singoli professionisti se si vuole che essi siano una risorsa per 40 anni. Non basta più il welfare statistico di comunità, che produce la solita media del “mezzo pollo” a testa, ma con molti che sentono l’odore del pollo e pochi ne mangiano 2 o 3. E penso che le penalizzazioni economiche e previdenziali, già in atto, per quei colleghi che avrebbero già dovuto essere titolari di posizioni funzionali, gridino vendetta”.
Ma Api torna anche sulla questione delle ore di straordinario per il personale del Sant’Anna. Un tema che supera i confini nazionali, con la Commissione Europea che ha già inoltrato una nota di infrazione al governo italiano per non aver applicato la direttiva 2003/88/CE , e che vede l’Anaao Assomed impegnata in tutta Italia in una serie di azioni legali contro le varie aziende ospedaliere. La direttiva europea tutela il diritto dei medici e dirigenti a periodi minimi di riposo giornaliero e a limitare il tempo di lavoro massimo settimanale, e in caso di mancata applicazione l’Italia dovrà pagare pesanti sanzioni alla Comunità Europea.
Tra le varie cause in corso in tutta la nazione, quella ferrarese è forse la più rilevante, dal momento che è l’unica già approdata in corte d’appello e quindi la più vicina alla sentenza definitiva, prevista al massimo per la fine del 2015 (Cassazione inclusa). Una sentenza che, nel bene o nel male, creerà un precedente di cui la giurisprudenza non potrà non tener conto. “Il nostro ricorso – afferma Api – è per il riconoscimento delle 38 ore di lavoro alla settimana, ed è lo stesso motivo per cui il nostro governo è sotto scacco dalla Corte Europea. Se i giudici accoglieranno il nostro ricorso verrà risolto un problema molto grave per la sanità italiana”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com