Una manovra che rischia di peggiorare ancora di più le cose o tutt’al più risultare neutra negli effetti sociali. Si può sintetizzare così il giudizio negativo dei segretari generali ferraresi di Cgil, Cisl e Uil che chiamano i lavoratori a raccolta per le 4 ore di sciopero generale previste per venerdì 15 novembre.
A Ferrara è prevista una manifestazione senza corteo dalle 9,30 alle 11 in piazza municipale con interventi del segretario Cisl Paolo Baiamonte, Cristiano Zagatti della Fp-Cgil, Gino Boari dipendente Telecom e Laura Gulinati della Spi-Cgil. In chiusura, vi sarà l’intervento del segretario confederale nazionale della Uil Paolo Carcassi.
“Questa è la prima finanziaria che anziché avere una prevalenza di tagli e nuove tasse prevede più spesa pubblica -spiega Raffaele Atti della Cgil-, eppure, proprio perché è la prima manovra in cui si respira, appare incredibile il fatto che rischi di essere tutt’al più una manovra neutra dal punto di vista sociale, senza misure redistributive anche se non siamo più nell’emergenza che le aveva precluse nelle precedenti manovre”. A dare il giudizio più tranciante sulla legge di stabilità è forse il segretario della Uil Massimo Zanirato: “Una legge di stabilità dovrebbe stabilizzare il Paese non le poltrone del governo”. “La nostra -spiega ancora Atti- è una richiesta di cambiamento della legge di stabilità che giudichiamo inadeguata a sostenere la ripresa”. “Lo sciopero -gli fa eco Paolo Baiamonte- è un richiamo forte al presidente del consiglio affinché superi gli interessi delle lobby e dei partiti occupandosi dell’Italia che sta soffrendo”.
Fra le richieste, la prima è quella di rifinanziare la cassa integrazione in deroga e risolvere subito il problema degli esodati. Non mancano anche indicazioni sugli interventi di natura fiscale per diminuire le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati (per i quali viene richiesta la rivalutazione delle pensione, annullando le rigidità della riforma Fornero) ma anche -come si legge nel documento di prestazione della manifestazione- alle imprese che “creano buona occupazione”. Fra le misure proposte, quella di varare un aumento delle detrazioni fiscali, detassare il salario di produttività e correggere la nuova tassazione immobiliare (Trise) cancellando la prevista riduzione delle agevolazioni fiscali.
Fra i lavoratori di cui avere particolare cura ci sono quelli del settore pubblico, “massacrati due volte, da cittadini e da lavoratori pubblici” secondo Zanirato. “Bisogna sbloccare i contratti -suggerisce Atti- pur continuando con la lotta agli sprechi, che va fatta in maniera selettiva e non con tagli lineari come accaduto finora”. Per questo settore i sindacati chiedono il liberazione della contrattazione di secondo livello, il ripristino dell’indennità di vacanza contrattuale e la cancellazione della rateizzazione dell’indennità di fine rapporto: “Si tratta di salario differito, sono soldi dei lavoratori” lamenta in proposito il segretario Uil.
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