Cronaca
2 Novembre 2013
Omelia per il 2 novembre dedicata all'importanza della memoria e della difesa dei valori

Negri: “Consegniamo eredità di libertà alle future generazioni”

di Daniele Oppo | 2 min

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È un’omelia dedicata all’importanza della memoria e della difesa dei valori di libertà e democrazia quella pronunciata dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Luigi Negri durante la messa per le celebrazioni del 2 novembre tenutasi nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa.

Davanti alle autorità civili militari e agli stendardi delle forze armate, della Croce Rossa e dei combattenti, Negri pronuncia parole che richiamano l’importanza di mantenere saldi i valori e il cammino verso la libertà e la democrazia per i quali i combattenti di tutte le guerre sono caduti. “È il tempo della memoria, non dei giudizi storici che toccano ad altri secondo una libertà di ricerca che una società civile non può mai comprimere -esordisce l’arcivescovo-. I caduti erano figli del nostro popolo, portavano i valori della famiglia e, quelli che erano credenti, tanti a quei tempi, erano portatori di una fede che produce ammirazione e sgomento”. Valori italiani, secondo Negri, di una “intangibile dignità della cultura del nostro popolo”.  “Il valore della patria -afferma- riassumeva sinteticamente tutti i valori per i quali sono vissuti e poi morti, il loro attaccamento ad essi li ha resi più grandi dei valori stessi per i quali hanno combattuto”.

È un omaggio ai caduti e alle loro battaglie, laico prima che religioso: “Hanno scritto pagine gloriose che speriamo di poter consegnare anche a chi viene dopo di noi, alle nuove generazioni, anche se -rileva Negri-, spesso hanno il volto delle vecchie generazioni. In questa memoria -prosegue l’arcivescovo- affidiamo il nostro destino di uomini liberi, di servitori del Paese che consegniamo alle generazioni che vengono dopo di noi affinché non si interrompa questo flusso di libertà e democrazia così faticosamente conquistato”.

Per Negri le pagine scritte dai combattenti sono talmente gloriose da meritare sicuramente un incondizionato perdono dalla divinità:”In qualsiasi modo siano arrivati al Signore, lui li ha accolti, nessuno di loro è stato rifiutato dal salvatore e giudice dei popoli e della storia, ne sono sicuro”.

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