Cento
29 Ottobre 2013
Daniela Bastia offrì a Cristian Antonillo la dose che provocò la morte del giovane

Metadone letale, condannata chi offrì la dose

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (13)Cento. Condannata a 2 anni e 10 mesi per aver ceduto una dose di metadone letale. Una dose che costò la vita a Cristian Antoniello, il 25enne centese morto il 12 maggio 2010 a causa di un’insufficienza respiratoria acuta provocata, secondo quanto emerso dalle indagini, da un mix di droghe durante un pomeriggio di “sballo” assieme agli amici. E a rifornire il gruppo di metadone fu la quarantenne Daniela Bastia, che aveva regolarmente ricevuto sei boccette della sostanza dal Sert, come dose settimanale per il suo trattamento di disintossicazione.

Quel giorno del maggio 2010 la Bastia raggiunse Cristian e i suoi amici in un parco di Cento. Con sè aveva le sue dosi di metadone, che offrì al gruppo. Un fatto contestato dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Lorenzo Filippone, secondo la quale i giovani avrebbero sottratto le boccette con le sostanze stupefacenti dalla borsetta della donna, lasciata temporaneamente incustodita.

I fatti che seguirono raccontano purtroppo una vicenda che si concluse nel modo più tragico: il ragazzo tornò a casa, dove i genitori e il fratello si accorsero delle sue condizioni ma, non immaginando l’epilogo della storia, decisero di non trasportarlo all’ospedale. La fidanzata del fratello lo filmò invece col telefonino, pensando di mostrare il giorno successivo a Cristian gli effetti delle sostanze assunte. Il ragazzo però morì la notte stessa, stroncato da un’insufficienza respiratoria acuta. E nelle sue tasche fu ritrovata la boccetta di metadone che condusse gli inquirenti alla Bastia, dando il via al processo appena concluso.

Oltre ai 2 anni e 10 mesi di condanna (superiore alle richieste del pm: 2 anni e 6 mesi), la quarantenne dovrà pagare anche una provvisionale di 15 mila euro, più un risarcimento che dovrà essere quantificato in sede civile.

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