“Mano a mano che procediamo in questo processo vediamo sgonfiarsi sempre di più le accuse”. Si mostra soddisfatto l’avvocato Alberto Bova, difensore dell’ex ingegnere capo della Provincia Gabriele Andrighetti, alla sbarra (assieme a Luigi Astolfi, difeso dall’avvocato Elisabetta Stabile) per peculato nel processo Riusa. Durante l’ultima udienza Bova ha chiamato a testimoniare l’ex presidente della Provincia Pier Giorgio Dall’Acqua, per riferire in particolare di un incontro a cui assistette nel settembre 2008 tra Andrighetti e l’allora comandante della guardia di finanza Fulvio Bernabei.
Dopo la sua testimonianza la Stabile ha invece chiamato al banco dei testimoni alcuni tecnici e artigiani privati che già dai primi anni 2000 collaborarono con Astolfi nella progettazione di varie macchine per il riutilizzo della plastica. Testimonianze che potrebbero mettere in discussione l’accusa di peculato, nata dall’ipotesi che Andrighetti e Astolfi avessero utilizzato i soldi regionali di Area per “favorire” un progetto di ricerca della società Riusa.eu, in cui avevano una partecipazione e in cui erano quindi coinvolti a livello personale. Secondo le testimonianze emerse in aula invece gli schemi e i disegni portati dalla procura si riferivano ad altri progetti, e in particolare alla costruzione di un macchinario per ricavare pallet dai rifiuti in plastica commissionata nel 2003 ad Astolfi da una ditta di Udine. Un macchinario già funzionante l’anno successivo per la produzione commerciale, e i cui schemi non avrebbero quindi potuto essere frutto della ricerca commissionata ad Area.
La testimonianza di Dall’Acqua invece ha fatto luce sulle azioni di Andrighetti nel settembre 2008, quando l’ex capo della Provincia chiese al presidente del proprio ente di avere un colloquio con la guardia di finanza per stabilire se ci fossero incompatibilità tra il suo lavoro per l’ente provinciale e la partecipazione nella società Riusa. Pur non ricordando i contenuti esatti di quel colloquio Dall’Acqua ha confermato l’intenzione di Andrighetti di consultarsi con Bernabei, anche se ha riferito di essersi meravigliato nel venire a conoscenza della società costituita dall’ingegnere. “Credo che questa testimonianza – afferma l’avvocato Bova – sia è un fatto positivo e metta in luce il vero comportamento di Andrighetti: nessuno si andrebbe a consultare con il colonnello della guardia di finanza prima di commettere un reato”. Il processo continuerà il 19 novembre con le ultime testimonianza e le richieste delle parti.
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