20 Ottobre 2013
Il 118 in piazza municipale spiega l'importanza e le modalità con cui effettuare il massaggio cardiaco

Il ritmo giusto per salvare una vita

di Daniele Oppo | 2 min

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Serve il giusto ritmo per salvare una vita. È una delle cose che si imparano nelle dimostrazioni pubbliche per apprendere come effettuare una manovra salva vita: il massaggio cardiaco.

Il 118 scende in piazza municipale con l’iniziativa “Per salvare una vita metti le mani sul cuore” in collaborazione con le aziende sanitarie locali, le istituzioni, le associazioni di volontariato, ma anche varie associazioni sportive (come la Spal) e l’Ente Palio in occasione settimana (14-20 ottobre) di sensibilizzazione dedicata all’arresto cardiaco indetta dall’Europa, con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare.

Come comportarsi di fronte a una persona che ha avuto un arresto cardiaco? Daniele Cariani del servizio 118 spiega ai presenti: “Bisogna innanzitutto valutare lo stato di coscienza, scuotendo o chiamando il soggetto; è importante poi chiamare il 118 e controllare se la persona respira avvicinandosi al suo volto, bastano 10 secondi per capirlo”. Il terzo passo, importantissimo, “è effettuare il massaggio cardiaco con le braccia estese, spingendo con le spalle e con i gomiti”. Una volontaria mostra la manovra su un manichino, la corretta posizione e, appunto, il ritmo da tenere: “Il massaggio cardiaco va fatto al ritmo di circa 100 spinte al minuto”, spiega ancora Cariani, a un pubblico composto principalmente da giovani liceali -che poi si metteranno all’opera- ma anche cittadini comuni incuriositi. Il ritmo ha anche una sua musica di riferimento il cui nome è quanto mai emblematico, anche se frutto di una curiosa coincidenza: “Abbiamo appurato che il ritmo giusto è quello di Stayng alive”, rimanere vivi come cantavano i Bee Gees appunto.
“Con il massaggio cardiaco si possono raddoppiare o addirittura triplicare le possibilità di sopravvivenza delle persone -continua Cariani-, chiunque può effettuarlo, non serve assolutamente essere dei professionisti”. Nel caso si venga colti dal panico davanti a una situazione di emergenza, allora la mossa migliore è “chiamare il 118 e farsi guidare passo passo dall’operatore” spiegano ancora dal servizio di pronto soccorso.

C’è anche un altro modo per prevenire i decessi dovuti ai problemi del sistema cardiocircolatorio ed è quello di dotare le strutture e le comunità di un defibrillatore.  Il buon esempio in questo caso arriva dal Comune: “Abbiamo acquistato 20 defibrillatori da destinare ai campi di calcio in qualche modo collegati alle gestione comunale –rivela Luciano Masieri, assessore comunale allo sport-, siamo abituati a pensare agli sportivi come persone in salute ma i recenti casi di infarti sui campi da gioco ci suggeriscono di adottare questa importate misura”.

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