Sarà il 4 novembre il giorno di insediamento della nuova assemblea provinciale del Partito Democratico di Ferrara. La direzione provinciale ha infatti approvato ieri, 5 ottobre, il nuovo regolamento per l’elezione del segretario e dell’assemblea dell’Unione provinciale di Ferrara, dei segretari e dei comitati direttivi di circolo.
Tutto “l’establishment” ferrarese si prepara quindi al rinnovo, e nelle prossime settimane sarà aperta la corsa alle candidature per le cariche in gioco. La più impostante delle quali è quella di segretario provinciale, attualmente ricoperta da Paolo Calvano. In questo caso, per candidarsi alla nomina, bisognerà raccogliere le firme di almeno il 10% dei componenti dell’assemblea uscente, o in alternativa del 3% dei tesserati sul territorio provinciale. La richiesta dovrà essere consegnata entro l’11 ottobre. Le candidature verranno valutate dalla commissione provinciale, composta da 7 membri e integrata successivamente con un rappresentante per ogni candidato. Durante la prima seduta, la commissione elggerà al proprio interrno un presidente.
Le assemblee di circolo per le elezioni dei segretari e dei comitati direttivi di circolo, per il voto del segretario provinciale e dei membri dell’assemblea dei delegati all’assemblea comunale, si svolgeranno dall’13 ottobre al 31 ottobre. Potranno votare per l’elezione del segretario anche i nuovi iscritti, e il voto dato al candidato alla segreteria vale anche come voto dato alla lista collegata per l’elezione dell’assemblea provinciale.
Tra le clausule “di garanzia” per la democraticità delle elezioni, il nuovo regolamento affida il ruolo di controllo sugli elettori alla commissione provinciale e il compito “che sia assicurata piena parità di diritti a tutti i candidati”, oltre a specificare che “i dirigenti in carica a tutti i livelli devono rigorosamente astenersi dall’utilizzare le risorse e l’organizzazione del Partito stesso per promuovere iniziative tese a sostenere o danneggiare specifici candidati alle cariche interne. In caso di manifesta e reiterata violazione di tale divieto, la Commissione di Garanzia del livello territoriale competente dispone la sospensione del dirigente da ogni incarico di partito per un periodo non inferiore a sei mesi”.