Il 20 settembre 2013, l’assemblea del comitato “Salviamo l’Ospedale” di Copparo, associazione libera e spontanea di cittadini costituitasi nel 2011, dopo ampia discussione ha deliberato di esprimere, ancora una volta, il proprio dissenso in merito alla riorganizzazione della sanità provinciale che vede penalizzato eccessivamente il nostro territorio e la nostra struttura sanitaria.
Posto che i dati statistici del Servizio sanitario regionale confermano un progressivo invecchiamento della popolazione residente, e vedono Copparo al 5° posto di tutta la Provincia secondo l‘indice di vecchiaia, è inaccettabile che si sia costretti ora ad una mobilità difficile e costosa, che grava sui bilanci familiari in momenti di grande crisi economica, verso Cona e Valle Oppio anche per episodi patologici di lieve entità.
Troppe volte sono state fatte promesse, in consessi ufficiali, poi puntualmente disattese, senza alcuna consultazione o informazione preventiva; un territorio come l’Unione dei Comuni, esteso per 420 Kmq e con una popolazione di oltre 37.000 abitanti, deve garantire il diritto alla salute e livelli di prestazione adeguati.
Non è più tollerabile che si arrivi ad avere le prestazioni richieste con due se non addirittura tre anni di attesa: da oggi al 2014, 2016, come ampiamente testimoniato dalle prenotazioni in possesso di alcuni presenti in Assemblea; ovvio che questo costringe alla mobilità passiva verso altre regioni con evidente discapito per le finanze della nostra.
Tutto ciò considerato, l’assemblea chiede :
– 1) Il mantenimento di tutte le prestazioni ospedaliere ora esistenti;
– 2) Il mantenimento degli attuali 30 Pl + 10 per malati terminali;
– 3) L’eliminazione del servizio H 12, costoso ed insoddisfacente;
– 4) Il ripristino del primo soccorso con medico di primo soccorso;
– 5) Il riposizionamento dell’ambulanza e dell’auto medica all’interno del perimetro del San Giuseppe/Casa della Salute;
– 6) Il ripristino del centralino locale e non a Valle Oppio com’è attualmente;
– 7) L’impegno a ridurre drasticamente le liste d’attesa per prestazioni non di routine;
– 8) La convocazione della Consulta istituzionale Sanità a cadenza periodica e quando eventi o scelte organizzative improvvisi la rendano necessaria.
Queste sono le richieste alle quali non si è disponibili a rinunciare e per le quali si continuerà ad impegnarsi, anche con forme di lotta inusuali, per salvaguardare la nostra struttura sanitaria e la salute dei cittadini.
Per il Comitato “Salviamo l’Ospedale” Copparo,
Luana Veronese