Politica
3 Ottobre 2013
La replica di Tagliani: "Accuse inqualificabili, tese a far pubblicità a una associazione che da anni non fa più gli interessi dei propri iscritti"

Alloggi Acer, per il Sunia “insulto alla giustizia”

di Ruggero Veronese | 4 min

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admin-ajaxAlloggi Acer e criteri di assegnazione al centro di un acceso scontro tra l’amministrazione comunale e Sunia, il Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari. Secondo l’organizzazione infatti Ferrara sarebbe stato teatro, nelle ultime ore, “dell’ennesimo insulto alla giustizia, al diritto, alla dignità umana”.

Secondo il Sunia infatti il Comune di Ferrara “ha negato la legalità, prevista dalla legislazione regionale in materia di edilizia pubblica, perchè nell’assegnazione di questi alloggi non è stata seguita la graduatoria pubblicata ma, con un provvedimento “sperimentale”, si è voluto assumere il compito di decidere in proprio quali erano i cittadini che dovevano accedere agli alloggi, motivando ciò con la necessità di applicare un astratto concetto denominato mix sociale”. Un fatto che, oltre ad aver violato i regolamenti, secondo il sindacato aprirebbe la strada anche “a facili strumentalizzazioni in ordine a possibili forme di clientelismo”.

L’inserimento del criterio di “mix sociale” infatti avrebbe tolto agli inquilini la possibilità di scegliere gli alloggi disponibili su una lista. “Il Comune – afferma il Sunia – si è infatti assunto “l’onore” di decidere in quale alloggio il cittadino doveva abitare, precludendogli la possibilità di rifiuto salvo la perdita definitiva dell’assegnazione di un alloggio Erp”. E secondo il sindacato, come conseguenza di questa decisione, molti nuclei familiari si trovano in spazi sottodimensionati rispetto alle loro necessità e al loro nucleo familiare: “Non si è considerato – affermano i dirigenti sindacali ferraresi – il disagio che si andava a creare mettendo cittadini nelle condizioni di un disagio abitativo insopportabile e costringendo alcuni nuclei famigliari a vivere in condizioni di sovraffollamento e promiscuità. Accadrà infatti che, nuclei famigliari di quattro persone, avranno a disposizione un solo vano letto, un angolo cottura, un tinello/pranzo ed un terrazzo di circa 35 mq”.

Da qui le quattro richieste del sindacato: per prime, ovviamente, “il rispetto delle normative in essere”  e “il diritto dei cittadini di ottenere, in tempi brevi, una mobilità in alloggi adeguati”. Ma anche che “il Comune si accolli i costi dei traslochi e dei nuovi allacciamenti conseguenti alla normalizzazione del concetto abitativo “normale” in quanto colpevole di avere fatto scelte errate” e che “in futuro si consideri, col dovuto rispetto e coinvolgimento, la volontà dei cittadini espressa anche attraverso le organizzazioni sindacali di categoria che, spesso, hanno portato contributi fattivi anche perché portatori di esperienze acquisite nel rapporto quotidiano con la gente”.

Durissima e lapidaria la risposta del sindaco Tagliani e sottoscritta dall’assessore ai servizi alla persona Chiara Sapigni: “Quanto scritto nel comunicato è del tutto infondato sotto il profilo amministrativo, inqualificabile sotto il profilo della tutela degli interessi degli assegnatari e  teso unicamente a dare pubblicità ad una associazione che da anni non fa più gli interessi dei propri iscritti”. Chi invece entra più nel merito delle critiche del sindacato è il direttore di Acer Diego Carrara, secondo cui “la graduatoria è servita per stabilire chi aveva diritto ad accedere agli alloggi popolari. Poi il Comune in base ai suoi criteri ha stabilito come dovessero essere distribuiti”.

Il direttore di Acer nel complesso si schiera al fianco dell’amministrazione, pur evidenziando alcuni punti su cui avrebbe agito diversamente. “Non mi pare che siano stati saltati dei nuclei familiari, anzi forse proprio per questo è venuta meno quell’idea di mix sociale che avevamo proposto. Forse qualche famiglia si sente un po’ sovradimensionato rispetto all’alloggio, ma credo che per questi pochi nuclei, meno di una decina, sia possibile vederci anche con il sindacato e risolvere le situazioni di sovraffollamento”. La questione del “mix sociale” ha un certo peso nell’assegnazione degli alloggi, soprattutto in rapporto ai diversi gruppi etnici che chiedono l’accesso alle strutture Acer. “È possibile che si creino conflitti etnici in certe situazioni e li abbiamo voluti prevenire. C’è bisogno di condividere le modalità di utilizzo del fabbricato, cercando di far convivere le varie realtà senza che qualcuna imponga il proprio stile di vita. A questo proposito c’è uno spazio aperto nella struttura con un mediatore sociale, sostenuto da Acer e dal Comune. Noi siamo per una distribuzione equilibrata delle varie etnie, perchè la concentrazione può rischiare di creare dei ghetti”.

Riguardo alle richieste di Sunia nello specifico, Carrara si mostra più scettico. Soprattutto riguardo i criteri di assegnazione degli alloggi: “Secondo me ci sono ruoli che devono rimanere separati. Detto questo, credo che il sindacato debba essere sempre coinvolto quando c’è la possibilità e noi stessi li abbiamo chiamati a due incontri prima dell’assegnazione delle abitazioni. Riguardo al fatto che il Comune sostenga i costi di allacciamento, il discorso mi pare più complicato, perchè sono costi che i singoli devono mantenere, altrimenti diventa difficile da sostenere economicamente. A meno che non si parli di cittadini in posizioni particolarmente disagiate, ma per quelli ci sono anche apposite politiche coi servizi sociali”.

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