Dal primo ottobre l’Iva è passata dal 21 al 22 per cento e, lo stesso giorno, un ristorante di Ferrara ha deciso simbolicamente di applicare uno sconto sul menù per non farla pagare ai suoi clienti.
È l’iniziativa, annunciata via Facebook, di Barbara e Marcello, titolari del ristorante People sito in via Putinati che, come molti imprenditori, segnalano in questo modo il danno all’economia provocato dall’aumento dell’imposta sul valore aggiunto decisa –nonostante le promesse di rinvio a gennaio- dal Governo. “Loro- spiega Barbara riferendosi alla classe politica con non poca amarezza- fanno solo i propri interessi e noi cittadini ci andiamo di mezzo”. La paura è che i consumatori, già in difficoltà, continuino a disertare le uscite, risparmiando il costo di una cena al ristorante: “Non possono continuare con gli aumenti –prosegue Barbara- o si torna indietro oppure adeguano gli stipendi per permettere alle persone di tornare a spendere. Con la nostra iniziativa abbiamo provato ad andare incontro al problema, a qualcosa che non cambia mai senza fare come si fa di solito: lamentarsi senza far però far nulla”.
Lo sconto dell’Iva per gli avventori del ristorante è stato, per ora, un evento isolato che, a detta dei due gestori del People, ha avuto un buon riscontro sia sui clienti che sulla pagina Facebook dove era stato annunciato: “Stiamo pensando però di applicarlo una volta alla settimana, ogni lunedì, in modo da invogliare le persone che ormai sono costrette a rinunciare a tutto, ad uscire, rinunciando noi a una parte dei profitti della giornata”.
L’aumento di un punto percentuale dell’imposta ha effetti però anche sui guadagni degli altri giorni: “è aumentato tutto anche per noi, il vino già si paga di più ma anche il resto, come la verdura ad esempio, anche se è rimasta al 4 per cento, ci costa di più perché sul trasporto, inclusa la benzina, si paga il 22 per cento di Iva –spiega ancora Barbara-. Noi stiamo da tempo cercando di contenere i costi sul nostro menù, che abbiamo aggiornato da poco per renderlo più adeguato alle possibilità di allora (l’aumento dell’Iva dal 20 al 21 per cento deciso nel 2011, ndr), e ora lo lasceremo così anche se è di nuovo cambiato tutto e i costi per noi sono aumentati nuovamente”. In questo caso la contromisura “è cercare di rimanere legati a un menù con piatti tradizionali ma quasi a chilometro zero e provare così a contenere i costi”.