Massimo Maisto, vicesindaco di Ferrara e assessore comunale alla cultura, punta molto sul Meis, il museo “che non sarà solo della Shoah ma della storia dell’ebraismo italiano”.
In piazzetta San Nicolò, nel dopo cena (ma per molti, anche durante il pasto) della festa cittadina del Pd, moderati -e incalzati- da Marco Bertozzi, direttore dell’Istituto di studi rinascimentali, Maisto e Carla Di Francesco (soprintendente ai beni culturali) hanno diffusamente parlato di quello che è il presente e di ciò che sarà il futuro del museo.
Il primo tema è il nodo dei finanziamenti messi a disposizione dal Ministero. Maisto ne aveva annunciati 9 milioni, poi si parlava di “soli” 4, ma il vicesindaco puntualizza e taglia decisamente la testa al toro: “i 4 milioni sono in più e si aggiungono ai 9”. 13 milioni in tutto per portare a compimento quello che viene definito il “primo lotto” di lavori che renderà il Meis funzionante: “alla conclusione di questa prima fase, o seconda se contiamo il recupero della palazzina di via Piangipane, fra un anno e mezzo o due si potrà partire con le attività senza dover aspettare i finanziamenti e la realizzazione del secondo lotto di lavori che è però il più ambizioso”. “Fra 18 giorni verrà approvato l’iter progettuale ed entro fine anno -annuncia la Di Francesco- saremo in grado di predisporre l’appalto per la realizzazione del primo lotto”.
Per l’assessore il Meis è “un grande progetto che non si vedeva a Ferrara da tanti anni, forse dagli anni dei grandi restauri”, probabilmente il suo sigillo politico sul futuro culturale e turistico della città: “non sarà un incompiuto”, rassicura. “La sua forza -continua Maisto- sarà quella di non essere solo un museo della Shoah, ma il museo della storia degli ebrei italiani” e, ancora, “di non essere solo un museo” innovativo nell’organizzazione e “con tantissima tecnologia” -per ospitare la quale verrà abbattuto il “corpo B” e realizzato un interrato come spiegato dalla Di Francesco- ma un luogo con l’ambizione di trasformarsi in un vero e proprio “centro culturale, con laboratori e aule didattiche” e con la capacità di realizzare importanti collaborazioni come quella, soltanto paventata come potenziale da Maisto, con la Treccani per un progetto di traduzione dei testi della religiosità ebraica.
“Sono convinto che lo porteremo a termine e che sarà importante dal punto di vista culturale -ribadisce il vicesindaco- però sta anche a noi come amministratori e ferraresi portarlo avanti e supportalo”.
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