Poggio Renatico. Giurano di non voler entrare in competizione con la Festa Tricolore di Futuro e Libertà e che la coincidenza tra le date è stata fortuita, anche se tra un richiamo all’unità e l’altro (soprattutto in tema amministrative) i membri di Giovane Italia non rinunciano a togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti degli ormai ex alleati.
Da venerdì 6 a domenica 8 settembre Poggio Renatico ospiterà la Festa della Libertà, terza edizione dell’evento che quest’anno cercherà di coinvolgere nei dibattiti anche Pd, Radicali e Udc. La chiusura questa volta sembra essere verso destra, e gli organizzatori Andrea Bergami (consigliere comunale a Poggio) e Filippo Venturi (coordinatore provinciale di Giovane Italia) non nascondono il fatto che, dal momento della condanna in Cassazione di Berlusconi, “anche i rapporti con Fratelli d’Italia non sono più stati gli stessi”.
Per quanto riguarda il programma i dibattiti politici si svolgeranno nel tardo pomeriggio, preceduti dai tornei sportivi (tennis, calcio saponato e calcio a 5 le specialità) e seguiti dai concerti e dagli spettacoli serali. Il primo giorno vedrà la presenza della deputata Annagrazia Clabria, coordinatrice nazionale di Giovane Italia, che si confronterà con Raffaele Freda del Consiglio nazionale degli studenti universitari e con il coordinamento regionale di Giovane Italia su alcuni temi più sentiti dalle nuove generazioni: occupazione, formazione e le prospettive del paese. Sabato si parlerà di “energia, rifiuti e ambiente” in un incontro che ospiterà politici di varia provenienza: a Cristiano Di Martino e Mauro Malaguti (consiglieri in Provincia e in Regione per il Pdl) si affiancheranno Neda Barbieri, coordinatrice provinciale Udc e Fabio Guglielmini, consigliere provinciale del Pd. “Vogliamo dare – spiega Bergami – un segnale ben preciso: questa è una festa di partito, ma aperta a tutte le persone competenti delle altre forze politiche”.
Nella giornata conclusiva il tema principe sarà la giustizia, e per l’occasione il Pdl si farà promotore dei referendum sulla giustizia dei Radicali, che sostengono alcuni dei vecchi cavalli di battaglia del Pdl: responsabilità civile e separazione delle carriere nella magistratura. A parlarne sarà il senatore Elio Massimo Palmizio, e per l’occasione saranno disponibili anche i moduli per lasciare la propria firma per la campagna radicale, come ha già provveduto a fare lo stesso Berlusconi. “Il fatto che anche il presidente abbia firmato per il referendum – spiega Venturi – non fa che aggiungere valore al tema, ma non ci siamo mossi per quello. Il quesito dei radicali rispecchia la nostra stessa cultura di centrodestra e i nostri stessi valori portanti”.
Assente quindi la destra più “tradizionale” e identitaria, sia nella lista degli ospiti che nelle tematiche, anche se Bergami e Venturi non mostrano troppi rimpianti. Per quanto riguarda i finiani di Mirabello, il primo si limita a dire che “la coincidenza nelle date non è stata voluta, anche perchè l’organizzazione dell’evento era in moto da tempo. Sappiamo che alcuni sentendo della Festa Tricolore potrebbero avere un po’ di nostalgia, dato che in passato ci andavamo tutti insieme. Ora quell’appuntamento ha perso un po’ di senso e, anche se il posto è lo stesso, i contenuti sono molto diversi”.
I due organizzatori della festa si soffermano anche a parlare dei rapporti tra i movimenti giovanili di destra, meno frammentati rispetto alla politica “dei grandi” ma che vedono proprio nel giudizio sulle vicende legali di Berlusconi la fonte di discordia. “È vero – spiega Venturi -, tra i ragazzi dei movimenti ci sono rapporti personali e spesso di amicizia, anche con quelli dell’Udc e della Lega Nord e a volte anche con i Giovani Democratici. Resta il fatto che si fa fatica a dialogare con quelli che attaccano i tuoi leader: sfiderei chiunque a dialogare con chi insulta il proprio madre o padre”.
Il riferimento è tutto a Fratelli d’Italia, che dopo la condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale non hanno risparmiato le critiche allo storico leader del centrodestra italiano. “Rischia di portare a delle fratture – spiega Venturi -, ma quello che addolora è che nessuno di noi in realtà può conoscere le carte del processo. Noi non diciamo se la condanna è ingiusta o meno, dato che sugli atti del processo siamo tecnicamente ignoranti. Resta il fatto evidente a tutti che c’è un accanimento insolito verso il capo di una maggioranza politica e credo che nella storia del mondo non sia mai successo che la magistratura tolga la legittimità a un leader a cui il popolo ha consegnato la sovranità del paese. Perché ci sia un dialogo e la creazione di una nuova alleanza ci deve essere prima di tutto uno stop a questo atteggiamento prevenuto verso chi ci ha guidato e ci sta guidando tuttora”.
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