Lido di Spina. Versioni contrastanti nel “giallo di Ferragosto” al bagno Malua, dove, secondo le versioni fornite da alcuni testimoni diretti, una violenta lite tra lo staff del locale e alcuni giocatori del team rugbistico Vea FemiCz Rovigo sarebbe degenerata nel peggiore dei modi (vai all’articolo). Gli unici dati certi per ora sono quelli documentati nei referti medici: naso e zigomo fratturati e 25 giorni di prognosi per Gino Asnicar, barista e titolare dell’attività, e quattro denti in meno per una delle bariste, colpita da un violentissimo pugno di cui ancora non si conosce il “mittente”. E nel frattempo entrambe le parti, team di rugby e bagno sulla spiaggia, recriminano all’altra i danni di immagine creati dal caso.
La squadra coinvolta infatti non è certo un piccolo club di provincia: la Vea FemiCz Rovigo, arrivata sesta nell’ultimo campionato di massima serie, è secondo gli esperti del settore una delle principali candidate al prossimo titolo. Il nuovo coach Filippo Frati ha portato con sè da Prato alcuni degli uomini decisivi negli ultimi campionati, mentre la società tratteneva o faceva sbarcare a Rovigo alcune vere e proprie star della disciplina: a partire da Mirco Bergamasco, uomo chiave della nazionale di ritorno in Italia dopo 10 stagioni in Francia, proseguendo con l’ex All-Black di rugby a sette Billly Ngwini e il pilone argentino Guillermo Roan. Tutti (ad eccezione di Nicolò Chimera, ancora in vacanza) al Malua la notte di Ferragosto per quella che Frati continua a definire “una spendida serata in cui i giocatori hanno firmato autografi ai tifosi, abbiamo mangiato e bevuto qualche birra, ma nulla più”. Parole riportate dal giornalista di Rovigo Oggi Giorgio Achilli e confermate anche nelle ultime ore alla nostra redazione.
“Devo parlare di una cosa che non è successa – afferma il coach con irruenza -. Ero lì’ coi ragazzi e alle due abbiamo preso il nostro pullman per tornare a Rovigo, dal momento che la mattina successiva c’era la sessione di allenamento. Abbiamo letto sui quotidiani ferraresi versioni fantasiose di quello che è successo, a partire dal fatto che non avremmo pagato le consumazioni. Io ero presente e posso dire che abbiamo saldato tutto in anticipo e che siamo andati via prima che quelle due persone riportassero quelle ferite, quindi è impossibile pensare a un nostro coinvolgimento”. Frati si ricompone dopo lo sfogo iniziale, spiegando che “mi scaldo perchè siamo stati tirati dentro una cosa della quale siamo solo vittime. È vero che un nostro giocatore (Edoardo Ruffolo, ndr) ha subito un colpo al naso e i carabinieri ci hanno spiegato come sporgere denuncia, ma abbiamo deciso di lasciar correre e siamo risaliti sul pullman. Ma secondo lei ci mettiamo davvero a rubare delle lattine di Red Bull?”. L’allenatore non sa dare risposte su come il titolare e la barista del Malua si siano procurati le ferite, ma mette in dubbio l’attendibilità dello staff affermando che “il locale chiudeva alle sei e noi siamo andati via alle due. C’è un buco di quattro ore in cui nessuno sa cosa sia successo nel frattempo”.
Versioni contrastanti anche sulle denunce effettuate: nei giorni scorsi i carabinieri parlavano di denunce contro ignoti, ma su alcuni media (la Nuova Ferrara) è circolata anche la notizia di sei denunce nominali già depositate presso l’autorità giudiziaria. L’amministratore delegato del club Nicola Azzi aveva annunciato a Rovigo Oggi che questa mattina si sarebbe recato dai carabinieri per avere chiarimenti, e tramite un messaggio inviato a Estense.com smentisce la notizia: “Le denunce sono contro ignoti, ma spero di avere informazioni più precise una volta tornato a Rovigo”. Sembra invece trovare conferma il fatto che sia stato uno degli stessi giocatori a chiamare i carabinieri. Il rugbista, che preferisce restare anonimo, spiega che mentre la squadra si radunava all’uscita si è accorto del naso sanguinante di Ruffolo e ha chiamato il 112. I militari dell’Arma a quel punto avrebbero identificato Asnicar, che al loro arrivo non riportava ancora le ferite poi refertate.
Di tutt’altro avviso lo stesso titolare del Malua, che sulla stampa ferrarese (sempre la Nuova) annunciava di voler segnalare la questione alla FederRugby, mentre uno dei suoi colleghi puntualizzava che la squadra è stata accompagnata all’uscita dal servizio d’ordine, in quanto teneva un “comportamento non consono”. A supporto di questa versione c’è la notizia – ancora ufficiosa – che la procura di Rovigo avrebbe richiesto tutte le informazioni sulla vicenda ai carabinieri di Comacchio. Difficile comunque che nessuno dei numerosi clienti del bagno abbia visto la scena e le indagini dei carabinieri dovrebbero chiarire molti aspetti della vicenda. Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, raggiunto telefonicamente, spiega che non sono ancora al vaglio eventuali ordinanze “punitive” verso il locale: “Prima di pensare a qualsiasi provvedimento – afferma Fabbri . vogliamo aspettare il rapporto delle forze dell’ordine. È la prima volta che succede un episodio del genere da quando ci siamo insediati, e potrebbe trattarsi solo di un caso isolato”.
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