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24 Luglio 2013

Estate, amori e S.P.A.L.

di Federico Pansini | 3 min

Ben ritrovati, cari lettori del blog. Rompo il silenzio di diversi mesi e torno a parlare di Spal, finalmente con animo sereno e rilassato.

Mettiamola così.  Il calcio a Ferrara negli ultimi anni potrebbe essere raccontato come quando si parla di storie di amicizia, amore, sesso e passione. Nel bene e nel male.

Ci sono le belle coppie, che non si lasciano mai, che litigano, magari anche spesso e ne escono comunque più forti. Un po’ come succede tra i tifosi spallini e la Spal. Bronci, mugugni, borbotti, crisi lunghe o passeggere. Ma 100 e passa anni di storia e di passione chi può metterli in discussione? Niente e nessuno.

Ci sono poi gli innamoramenti lampo, quelli che partono in quinta, per non dire sesta marcia. “Ti amo”, “Ti amo”: dopo neanche un mesetto. Forse troppo poco tempo per certe parole e certi sentimenti. Anello al dito, luna di miele e poi via con la vita di tutti i giorni. Dove però uno dei due tiene nascoste cose all’altro/a, forse perchè non era pronto, forse perchè una scelta così è troppo più grande. Fino a quando queste cose e le loro consguenze, ormai ingestibili, vengono inevitabilmente a galla e scoppiano come un bubbone, travolgendo tutto e tutti. Cancellando anche le belle sensazioni iniziali, chiudendo nella maniera peggiore possibile, trascinandosi dietro solo veleni. Un po’ come è successo tra Cesare Butelli e la piazza spallina.

C’è poi l’innamoramento non corrisposto. Fiori, regali, in tanti casi i “para-occhi” che impediscono di guardare alla realtà come in effetti si presenta. Con il rischio di fare figuracce, di essere poco considerati, di intestardirsi anche se “non ce n’è”, come si dice dalle nostre parti. Oppure di iniziare a diventare mal sopportati da chi ci sta attorno. Poi aggrapparsi alla speranza, perchè solo quella rimane. E arrivare alla fine a cedere, perchè la lei o il lui di turno è tra le braccia di un altro, e anche la stessa speranza è andata a farsi benedire. Un po’ come è successo a Roberto Benasciutti e alla “Real Spal”.

Ci sono poi le passioni da ‘una botta e via’. O ‘una botta e ciao’. Un po’ come è successo con Vincent Candela.

Ci sono poi quelle cose che proprio non decollano. Nel senso, si esce per un aperitivo o un bicchiere di vino. Prima impressione bella. Ci si ritrova per una seconda volta e già gli argomenti iniziano a scarseggiare. Alla terza occasione il pensiero è: “Beh mi ero divertito più la prima volta”. Poi finisce che uno dei due il telefono non lo alza più e sparisce. Un po’ come successo con Cani, Pinzi e la “Wind 4 win”.

C’è infine quella storia, che nasce a fari spenti, quasi sottovoce. In cui ci si incontra, quasi per caso, ma ci si sente subito terribilmente vicini, universalmente compatibili, affini in tante cose, se non in tutto. E’ una sensazione stordente, quasi ubriacante, di rinascita specialmente quando il cuore è deluso e ferito. E che porta a sperare ancora. Un po’ come successo tra la S.P.A.L., la famiglia Colombarini, il Presidente Mattioli e il mio amico Leonardo Rossi.

Grazie a loro Ferrara ritrova l’ossigeno, il calcio professionistico, la voglia e la possibilità di sognare. Come succede all’inizio di una storia che ha tutti i crismi per diventare davvero “importante”.

Con l’augurio a tutti di una estate ricca di amore, passioni e soprattutto serenità biancazzurra,

Federico

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