Eventi e cultura
8 Luglio 2013
Tutto esaurito per il concerto dello storico gruppo, diviso tra proprio repertorio e omaggio a Faber

Pfm, la magia tra progressive e De Andrè

di Ruggero Veronese | 2 min

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20130706_213931Difficile, forse impossibile trovare un gruppo che abbia saputo unire i contenuti della musica dell’autore italiano per eccellenza con le sonorità sperimentali e sempre innovative – malgrado i decenni che passano e le nuove mode nate e appassite nel frattempo – del prog rock più temerario. Difficile, probabilmente impossibile, ritrovare le canzoni di Fabrizio De Andrè riprodotte con la stessa passione e maestria e con un omaggio così sincero. Impossibile insomma imitare la Premiata Forneria Marconi, una band nella storia della musica italiana e da oggi anche nell’albo d’oro dei concerti estivi ferraresi, dopo un’esibizione live che sabato sera ha letteralmente stregato il pubblico ferrarese e i tanti appassionati di musica giunti nella città estense per assistere all’evento.

Un concerto diviso in due parti tra loro diversissime eppure in grado di essere apprezzate da tutta la platea, forse proprio grazie a quella creatività e a quel coraggio artistico che ha sempre costretto gli ascoltatori più chiusi nel proprio genere a una riflessione obbligata. Perchè non capita tutti i giorni di assistere a un gruppo che apre le danze con la storia di Bocca di Rosa e chiude lo show immerso nella chitarra distorta di Franco Mussida, ancora sulla scia dei King Crimson nonostante gli anni che passano e i capelli sempre più lunghi e candidi. I Pfm avevano annunciato in anticipo la volontà di portare sul palco innanzitutto un omaggio a Fabrizio. Fabrizio che ritorna costantemente per tutta la prima ora – ma scandire i tempi del concerto è davvero un’impresa dura – negli arrangiamenti che i Pfm avevano creato ad hoc per l’album “La Buona Novella” e per i pezzi del tour che li vide riuniti nel 1979.

Ecco quindi alternarsi canzoni e strumenti, con violini che cedono il passo a suoni distorti e lunghi riverberi degli amplificatori. Nel frattempo il pubblico canta pezzi come Un giudice, Andrea, Maria e Giuseppe, Via del Campo e La guerra di Piero, prima di immergersi nei suoni (per la maggior parte del pubblico meno conosciuti) della storia più recente della Premiata Forneria Marconi o addirittura dei loro esordi discografici che li portarono al legame, in terra anglosassone, con Greg Lake, storica mente dei King Crimson.

Alla fine, dopo lunghe richieste di bis da parte del pubblico (che ha fatto registrare il tutto esaurito ai botteghini) gli applausi ci mettono un po’ prima di scemare. E una punta di orgoglio forse l’avrebbe provata persino De Andrè.

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