Lo sciopero è iniziato e tutto è pronto per la partenza: tra poche ore, alle 13, un centinaio di lavoratori della Berco saliranno su due pulmann diretti alla volta di Essen, nella Germania settentrionale. Direttamente sotto i cancelli della Thyssen Krupp, per quel confronto diretto con i dirigenti da cui proviene l’ordine dei licenziamenti e con cui, fino a questo momento, non è mai stato possibile discutere. La novità delle ultime ore alimenta infatti quella speranza che molti lavoratori stavano ormai abbandonando: le trattative del Comitato Sindacale Europeo (Cae) con i dirigenti della multinazionale hanno avuto successo, e i vertici della Thyssen sono pronti a incontrare la delegazione in partenza da Copparo. Quello che molte voci bollavano come una sorta di “missione impossibile” si trasforma così, per la prima volta dall’inizio della vertenza, nella possibilità di instaurare una vera trattativa con gli interlocutori diretti.
Il gruppo da Copparo sarà preceduto da Salvatore Pace, vice presidente del Cae, che incontrerà già oggi pomeriggio i dirigenti Berco e Karsten Kross, responsabile del settore “Components Technology” in cui è inserita Berco. I due pulmann arriveranno invece ad Essen domani mattina, dopo quasi un giorno di viaggio, instaureranno un presidio davanti alla sede della multinazionale e si metteranno a disposizione della stampa e delle autorità locali per le spiegazioni e i confronti. Una delegazione intanto verrà ricevuta dai dirigenti della Thyssen, che parleranno con gli operai, i sindacalisti e i politici presenti. All’invito espresso dal segretario della Cgil – Fiom di Ferrara Mario Nardini durante la presentazione dell’iniziativa (vai all’articolo), in cui invitava anche le istituzioni a unirsi alla spedizione, hanno risposto infatti l’assessore provinciale Stefano Calderoni, il sindaco di Copparo Nicola Rossi e il deputato emiliano-romagnolo di Sel Giovanni Paglia.
“Per il momento – afferma Rossi – l’unica cosa che so è che partiremo all’una e che io sarò coi dipendenti. Pare che il Cae abbia avuto modo di organizzare l’incontro con Thyssen e che finalmente avremo modo di incontrare la dirigenza. Anche perchè ci sono diversi aspetti da chiarire visto l’atteggiamento di Lucia Morselli, che non mi pare consono e rispettoso nei confronti delle istituzioni, oltre che di tutti i lavoratori della Berco”.
Dello stesso avviso Calderoni, secondo cui lo scopo della spedizione “è la ricerca di un interlocutore. L’amministratrice delegata – spiega l’assessore – fino a oggi non ha dimostrato grande disponibilità, e la speranza è che ci possano essere segnali di apertura. Non siamo disponibili ad arrenderci di fronte a chiusure che in questa fase sono incomprensibili: il dialogo è anche una forma di rispetto verso le istituzioni, e trincerarsi dietro un ufficio non serve mai a molto”. Calderoni conferma che prenderà parte all’incontro con i dirigenti della multinazionale e si unisce ai sindacati nel chiedere il ritiro della procedura di mobilità: “È il presupposto per iniziare un dialogo costruttivo sul futuro dello stabilimento, a partire dalla stesura di un piano industriale e cercando di capire quali strumenti applicare rispetto alla riduzione della manodopera. Thyssen è una multinazionale, ma deve qualcosa alle persone che hanno permesso lo sviluppo di Berco, e deve agire nel rispetto di una comunità che le ha dato molto”.
Il deputato Paglia disapprova soprattutto le ragioni del ridimensionamento, dettato da logiche finanziarie: Vale la pena ricordare – spiega il deputato Sel – che parliamo di un’azienda di 500 milioni di fatturato, capace di esportare il 90% della produzione in oltre 80 diversi paesi, che Thyssen-Krupp ha deciso di cedere per ragioni esclusivamente finanziarie. Ho finora presentato tre interrogazioni al Mise per chiedere un intervento risolutivo al Governo, capace di mettere davanti alle proprie responsabilità una multinazionale per cui l’Italia rappresenta la decima area di interesse globale.Non ho avuto alcuna risposta soddisfacente, e questo mi preoccupa”.
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