
Il valore della “ferraresità” di Carife, il rigore e il rispetto dei conti e una necessaria riduzione delle sponsorizzazioni sul territorio. Sono questi alcuni dei concetti chiave espressi dal commissario straordinario Bruno Inzitari, al primo incontro ufficiale con la stampa dopo aver ricevuto il 3o maggio scorso l’incarico da Bankitalia di dirigere la banca ferrarese dopo l’azzeramento del cda. Un incontro che Inzitari, affiancato da Daniele Fiorin e Andrea Giani, apre con la richiesta alla stampa di non alimentare un clima di sfiducia nel territorio, che complicherebbe il lavoro di risanamento diella cassa di Risparmio di Ferrara.
“Le vicende economiche devono essere seguite con un forte senso di responsabilità – afferma Inzitari -, dando informazioni corrette e senza cercare a tutti i costi elementi accattivanti. La banca sta continuando la sua attività come sempre, in una fase di commissariamento tesa alla revisione e alla massima stabilità. È un momento che richiede serenità e fiducia da tutti i soggetti coinvolti: la clientela, la cittadinanza e i circa 1300 dipendenti, perché tutte le volte che andiamo a muovere delle notizie possiamo creare un dubbio o un allarme. Cosa che, per qualsiasi sistema bancario o finanziario, diventa mortale perché fa sorgere dei dubbi sull’affidabilità”.
Inzitari tuttavia non si pronuncia sui motivi del commissariamento e si affida alle valutazioni di chi lo ha preceduto: “Il perché è stato fatto adesso è una valutazione di carattere tecnico e discrezionale della Banca d’Italia, un organo di controllo che a mio avviso non ha eguali in Europa per capacità di analisi: il mio incarico comincia in una fase in cui certe criticità sono già state individuate”.
Nessun riferimento alle “gravi irregolarità” accennate da Bankitalia nel sintetico comunicato del 30 maggio in cui si annunciava il commissariamento. L’incaricato di Bankitalia punta piuttosto sulle caratteristiche “tecniche” della gestione provvisoria: “Non ho il compito di giudicare o valutare la gestione precedente – afferma Inzitari – o di dire che faremo un lavoro migliore. Di certo sarà un lavoro più intenso, sia per i tempi di legge del commissariamento (un anno, prorogabile a due anni, ndr), sia per certe caratteristiche tecniche che rendono la fase decisionale più immediata. Ma ho trovato una banca e un personale molto reattivo e mi sento di dare una valutazione ottimistica sulle prospettive. Le scelte che verranno effettuate, non appena saranno divulgabili, verranno trasmesse con la massima trasparenza”.
Ancora difficile quindi delineare il reale impatto del commissariamento sulla vita ferrarese, anche se Inizitari non si tira indietro di fronte alle domande che riguardano l’accesso al credito per le imprese e il futuro delle tante sponsorizzazioni dell’istituto di credito. Se riguardo al primo tema afferma che “la preoccupazione degli imprenditori non riguarda soltanto Carife, ma è un discorso diffuso in tutte le banche”, sulla questione delle sponsorizzazioni il commissario lascia intravedere un probabile e necessario ridimensionamento. “Si cercherà di tener conto delle sponsorizzazioni, ma anche gli sponsorizzati devono capire che il quadro di riferimento attuale comporta grande rigore. E il rigore passa purtroppo anche per una maggiore attenzione alle spese. Ma sarebbe un grave errore dare valutazioni negative su Carife per questo: è troppo facile mantenere le cose come stavano prima, e si darebbe un segnale rassicurante che potremmo dover pagare in seguito”.
Il commissario non nega la possibilità di operazioni straordinarie nella gestione della banca (“tra i miei compiti c’è anche quello di individuarle ed eventualmente prenderle in considerazione”), ma sceglie di soffermarsi sul concetto della “ferraresità” di Carife, un tema in cui emerge uno dei pochi giudizi sulle gestioni passate. “Questa banca nasce da un contesto agricolo, con tutte le evoluzioni che hanno avuto l’agricoltura e la città. Questa ferraresità dovrebbe essere confermata con tutte le iniziative territoriali della banca, e probabilmente uno dei limiti in passato è stato anche lo spingersi fuori dal contesto regionale senza aver approfondito e valutato i vantaggi che si potevano ottenere. La ferraresità è un valore economico per la banca e di servizio alla città”.
Così come è cominciato, l’incontro si chiude con l’appello al “senso di responsabilità” dei giornalisti ferraresi nel trattare i temi economici. Una lezione di giornalismo gradita. Sicuramente dai diretti interessati. Forse un po’ meno dalle migliaia di cittadini, risparmiatori e investitori che, in nome della tranquillità dei mercati paventata da Inzitari, preferirebbero conoscere i reali motivi del commissariamento. A volte, per essere tranquilizzanti, basta spiegare le cose come stanno.
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