Professore condannato a un anno e due mesi per violenza sessuale su una sua studentessa. Una violenza, di lieve entità, consistita nell’aver baciato Francesca Iurilli, una sua studentessa all’ultimo anno di scuola all’istituto superiore di Ferrara Dosso Dossi. Si è concluso così il processo di primo grado (vai all’articolo) contro un docente di italiano già in pensione, il professor Giorgio Rimondi, chiamato alla sbarra dopo la denuncia della ragazza, all’epoca maggiorenne.
L’episodio incriminato risale al 2 febbraio del 2010, quando il docente incontrò la ragazza nella propria abitazione nel pomeriggio per parlare del suo andamento scolastico. L’esame di maturità si stava avvicinando, c’erano diverse insufficienze da recuperare e, secondo l’avvocato difensore, Beniamino Del Mercato, “era prassi piuttosto comune che gli insegnanti ricevessero a casa gli studenti dell’ultimo anno per discutere dell’esame”. A casa del professor Rimondi, da quanto è emerso nel processo, il professore baciò la studentessa, che due mesi dopo (in aprile) lo denuncerà per molestie. Ed è proprio quel bacio proibito a dividere le versioni della difesa, che nega sia mai avvenuto, e l’accusa, secondo cui l’insegnante fu ingannato dall’atteggiamento troppo confidenziale della ragazza. Proprio per questo il pubblico ministero ha richiesto la pena minima per il reato: un anno e due mesi di detenzione.
“Faremo ricorso in appello – annuncia al termine dell’udienza Del Mercato -. È una sentenza che, alla luce di quanto detto dal pm nella requisitoria, lascia molti dubbi”. Le perplessità della difesa sono legate al fatto che anche l’accusa non ha sorvolato su alcuni elementi emersi nel corso del dibattimento che mostrerebbero come la vittima delle molestie assumesse atteggiamenti ammiccanti verso l’insegnante e, anche il giorno in cui accadde il fatto “proibito”, avesse seguito il professore senza obiezioni nella sua abitazione.
Del Mercato ha negato che l’insegnate avesse interessi personali verso la studentessa, data anche la presenza della colf nella casa e il fatto che poco dopo dovesse trovarsi a scuola per gli scrutini. Secondo l’avvocato il professore durante l’incontro avrebbe semplicemente detto alla ragazza che, nonostante i suoi problemi personali, avrebbe dovuto cambiare registro e migliorare il proprio andamento scolastico. Ma il fatto che i suoi voti proseguirono con la stessa media disattese le aspettative del professore, causando un’incrinatura nei rapporti tra i due.
Il giudice collegiale del tribunale di Ferrara, pur concedendo le attenuanti date dal comportamento della ragazza, ha comunque riconosciuto l’esistenza di quel bacio galeotto, e per questo motivo ha accettato le richieste del pm condannando il professore a un anno e due mesi di reclusione (durante i quali sarà anche sospeso dai pubblici uffici), al pagamento delle spese processuali e a versare una provvisionale di 5 mila euro più i danni alla studentessa (costituita parte civile attraverso l’avvocato Mattia Romani) da definire in sede civile.
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