Parola d’ordine: creare lavoro. È con questo messaggio che i sindacati ferraresi Cgil, Cisl e Uil si uniranno alle delegazioni provenienti da tutta l’Emilia Romagna per la manifestazione di sabato 1° giugno a Bologna, all’interno del Paladozza. “La prima grande iniziativa unitaria dei sindacati dopo tanto tempo”, affermano i segretari regionali Giuliani Guietti (Cgil), Paolo Baiamonte (Cisl) e Massimo Zanirato (Uil), che mettono l’accento soprattutto sugli obiettivi della manifestazione. “La situazione economica e del mondo del lavoro è ormai nota – spiega Zanirato -, la differenza rispetto a qualche mese fa è che i problemi continuano ad aggravarsi, ma anche che c’è un nuovo governo in carica con cui dobbiamo cercare di confrontarci”.
L’iniziativa di sabato sarà quindi per i sindacati anche una sorta di “banco di prova” del nuovo esecutivo, che potrebbe dimostrarsi più o meno ricettivo nei confronti dei temi sollevati durante gli interventi. I segretari ferraresi ne anticipano però qualche contenuto, insistendo sul tema dei consumi degli italiani. “L’economia del paese non può contare solo sulle esportazioni – afferma Guietti -: è necessario far ripartire la domanda interna, altrimenti sarà impossibile pensare a una ripartenza”. Le proposte messe in campo dai sindacati sono quindi rivolte soprattutto all’aumento del potere d’acquisto delle classi medio-basse: “Quelle – affermano i sindacati – che fino a questo momento hanno provveduto a rimettere a posto i conti dell’Italia, e che con l’aumento dell’Iva subiranno un’ulteriore colpo”. Si va quindi dal rifinanziamento della cassa integrazione in deroga (“che non ha ancora risorse sufficienti per arrivare a fine anno”) ai contratti si solidarietà, passando per una maggiore flessibilità nelle norme sul pensionamento, “che allo stato attuale – spiega Baiamonte – rendono molto difficile l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, e quindi la loro formazione professionale”, e per una revisione del sistema fiscale meno penalizzante per pensionati e dipendenti.
Il nodo più importante è però la creazione di nuovi posti di lavoro, che oltre a essere stimolata da un aumento del potere d’acquisto necessita anche di grandi investimenti pubblici e privati. “Rimaniamo contrari – chiarisce Guietti – a ulteriori provvedimenti sul mondo del lavoro, e anche gli incentivi alle aziende funzionano solo se queste hanno delle possibilità di investimento reali. L’Italia vive una condizione di arretratezza in certi settori che determina la situazione attuale, e c’è bisogno di investire nel sistema formativa e nelle politiche industriali, dal momento che da anni si parla di green economy senza che questo abbia un seguito, e negli interventi di prevenzione sul territorio”.
Guietti si sofferma proprio su quest’ultimo punto, legato alle conseguenze del sisma ma che potrebbero portare a nuovi interventi e, di conseguenza, a nuovi posti di lavoro. “Al governo chiediamo un piano di investimenti per il territorio, perché spendere in questo campo significa prevenire i rischi che abbiamo conosciuto e creare le condizioni per l’occupazione. Per questo motivo insistiamo molto anche sull’attenzione alla legalità, perché le risorse della ricostruzione attireranno il rischio di infiltrazioni criminali”.
Parlando di possibili investimenti sul territorio, i sindacalisti ferraresi si mostrano scettici riguardo al piano “salva-Berco” messo in campo (con alcune varianti) da esponenti del Pd e del Pdl. “Quando si parla di dismissioni di patrimoni pubblici – afferma Guietti – bisogna chiarire esattamente cosa si intende cedere. Certo che alcune forme di intervento su quell’area sono auspicabili, ma non credo si possa parlare di questi strumenti come risolutivi. La mia opinione è che la proposta, per come è stata fatta, sia inadeguata”. Un concetto su cui concordano anche Zanirato e Baiamonte.
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