Sport
26 Maggio 2013
Enrico Negri è nato con una disabilità al braccio destro ma ha trovato riscatto nelle arti marziali

Miracoli sportivi: dalla paralisi al ring

di Ruggero Veronese | 3 min

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foto (2)Avvicinandosi ad Enrico dalle spalle, mentre si allena, è difficile notare qualcosa di diverso dagli altri atleti della palestra, rapido e concentrato mentre prova gli esercizi. La differenza tra le due braccia si nota solo a combattimento iniziato, quando si vede la destra incassarsi in posizione difensiva mentre la sinistra guida gli attacchi. Ma per i medici, i famigliari e i conoscenti – e soprattutto per lui, il protagonista di questo racconto – si può già parlare di un piccolo miracolo sportivo, una di quelle storie in cui un gruppo di persone unite dall’amore per una disciplina riesce dove medici e specialisti hanno dovuto lottare per anni senza successo.

Perchè Enrico Negri, un ragazzo diciannovenne di San Bartolomeo in Bosco, è affetto dalla nascita da una paralisi ostetrica al braccio destro, una patologia molto rara che colpisce i nervi dell’arto provocandone l’irrigidimento e l’immobilità. Un giovane che racconta di aver passato anni con problemi non indifferenti nel relazionarsi con gli altri: troppo l’imbarazzo per il suo braccio, sproporzionato nella muscolatura rispetto al sinistro e quasi completamente immobile. Fino a quando, a 16 anni, non si mette alla ricerca di uno sport da combattimento: “Iniziai a cercare da solo per le palestre di Ferrara – racconta oggi -, volevo trovare un arte marziale per imparare a difendermi e rendermi più sicuro. I miei genitori non si sono mai opposti, mi hanno detto di continuare a cercare e oggi sono qui”.

Enrico si guarda attorno: il gruppo “Artiglio del Drago” di Ferrara lo ha accolto come un fratello, senza che la disabilità di Enrico diventasse un ostacolo per lui o per gli altri allievi durante le lezioni. Il sanda, o boxe cinese, è un’arte marziale composta da calci, pugni e proiezioni, e il ragazzo mostra una buona confidenza soprattutto con queste ultime, di cui ci mostra alcune varianti in allenamento. Il suo braccio destro nel corso degli ultimi anni ha fatto molti passi in avanti, e ora Enrico lo utilizza per deviare i colpi e coprire il busto in una guardia leggermente adattata: “Prima avevo movimenti molto limitati – spiega il protagonista della storia -, ma grazie allo sport stiamo vedendo miglioramenti davvero inaspettati. Ora ho più forza e mobilità e anche i medici mi dicono di continuare”. Passi in avanti che si rispecchiano soprattutto nella vita privata di Enrico, che si sta lasciando alle spalle un adolescenza legata costantemente al suo problema: “La differenza – racconta il ragazzo – la fa l’autostima, che adesso mi aiuta parecchio. Anche con la scuola, dal momento che in alcuni periodi in cui il mio rendimento era calato parecchio. E nei rapporti con gli altri ora mi sento molto meno insicuro, anche grazie al gruppo che si è formato qui, che è molto solido, quasi una famiglia”.

foto (23)I suoi allenatori intanto se lo coccolano e vedono in lui un atleta vero, prima ancora di un ragazzo che si sta lasciando alle spalle una storia difficile: “Siamo fieri dei passi in avanti compiuti da Enrico – racconta il maestro Giuliano Serasini -, ed è la prova di quello che possono fare lo sport e un gruppo unito. Tra qualche mese il ragazzo debutterà anche a livello agonistico prendendo parte a un torneo, ma quello che conta è che in lui abbiamo trovato un amico, prima ancora che un allievo”. Ed è proprio il ragazzo riscattato dallo sport a lanciare un appello per chi soffre di problemi simili o disabilità: “Non conosco persone con il mio stesso problema – racconta Enrico -, ma so che a Ferrara ne sono nati vari negli anni ’90. Sarebbe bello che anche altri provassero queste discipline, perchè possono aiutarci moltissimo a superare e convivere con questi problemi”.

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