Cronaca
24 Maggio 2013
Movimenti e associazioni fanno rete per contrastare il progetto della "Orte-Mestre", un'opera sul punto della definitiva approvazione

Un’autostrada nel Parco del Delta

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (23)“Rompiamo il silenzio della politica e delle istituzioni e diamo l’informazione che fino a oggi è stata completamente omessa”. La “Rete stop Orte-Mestre” ha organizzato per sabato 25 maggio a Ravenna un convegno nazionale per discutere della costruzione dell’autostrada E45-E55 Orte Mestre. Un progetto fortmente avversato da tutti i movimenti e le associazioni che compongono la rete, tra cui WWF Italia, Legambiente, Stop al Consumo di Territorio, Federazione Nazionale Pro Natura e Movimento 5 Stelle.

“L’opera – spiegano i portavoce della rete – costerà 10 miliardi di euro in project financing, sarà lunga 396 chilometri, attraverserà ben cinque regioni con un forte impatto sull’ambiente e consumo del suolo eppure nessuno ne parla”. Il progetto però dal punto di vista normativo è già a una fase avanzata dell’iter, e “il progetto preliminare dell’autostrada Orte-Mestre – continuano gli organizzatori del convegno -, l’opera autostradale più imponente, per costi ed impatti, tra quelle previste nel Primo Programma delle Infrastrutture Strategiche, ha già ottenuto tutte le autorizzazioni previste per legge, manca solo l’ultimo atto di autorizzazione del CIPE”.

I motivi per cui il gruppo di movimenti e associazioni si è schierato contro la costruzione dell’opera sono molteplici. Si va dalla cementificazione di varie aree ecologicamente protette (il Parco del Delta, la Laguna di Venezia, le Valli di Comacchio e del Mezzano), con conseguenti danni ambientali, alla non sostenibilità del progetto, che “attraverso strumenti di defiscalizzazione e di sostegno al Project Finacing rischia di essere estremamente pericolosa per i conti pubblici, in quanto vengono in soccorso di piani economico-finanziari non positivi che generano debiti. Prova ne è il fatto che il Ministero dell’Economia ha sollevato di recente numerose obiezioni rispetto alla redditività e quindi alla fattibilità dell’opera in questione”. Secondo il comitato inoltre l’opera rappresenterebbe un “doppione” della A13 (Bologna-Padova) e, nel tratto a sud, della A14 (Bologna-Taranto) e della A1 (Milano-Roma).

Il territorio ferrarese è interessato per tutto il tratto della riviera. Nella conferenza di Ravenna interverranno, spiegano gli organizzatori, “relatori di primo livello nazionale, che descriveranno l’opera affrontando gli aspetti trasportistici, economico-finanziari e degli impatti ambientali, descrivendo i dieci motivi per non approvare la nuova autostrada”. Il convegno si terrà a Ravenna il 25 maggio dalle ore 10 alle 17.30 presso Casa Melandri, sala d’Attorre, via Ponte Marino 2.

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