Cronaca
21 Maggio 2013
Finisce in carcere il 39enne Franco Candela dopo un blitz della squadra mobile

Arrestato gestore di bar per spaccio, in casa una lupara

di Mauro Alvoni | 2 min

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questura franco candelaEnnesimo colpo inferto al mercato cittadino della droga da parte della squadra mobile di Ferrara. In manette è finito Franco Candela, un 39enne di origini calabresi residente a Pontelagoscuro in via Manservigi, dove gli agenti gli hanno trovato 350 grammi di marjuana e alcune armi, fra cui un fucile a canne mozze. Secondo quanto emerso dalle indagini della Mobile, l’uomo avrebbe spacciato marijuana a diversi clienti anche effettuando consegne “a domicilio” a bordo della sua Bmw R1.

Proprio nei pressi della sua abitazione i poliziotti avevano notato un continuo via vai di persone, che ha fatto supporre fosse in atto l’attività illecita. Una “seconda attività” per Franco Candela, che è uno dei gestori di un chiosco bar cittadino che lui stesso non avrebbe comunque mai utilizzato per i suoi traffici. Dopo giorni di appostamenti (durante i quali i poliziotti hanno osservato l’arrivo di numerosi clienti, anche da fuori provincia) gli agenti hanno fermato Candela mentre, dopo essere uscito di casa, si era messo alla guida della sua auto probabilmente per effettuare una nuova consegna. Nel corso della perquisizione, infatti, i poliziotti hanno rinvenuto sull’auto, nascosti sotto il sedile anteriore, i 350 grammi di marijuana suddivisi in due sacchetti di nylon. Dall’auto gli agenti sono poi passati all’abitazione, dove non sono state trovate sostanze stupefacenti, ma nella camera da letto si trovavano un fucile a cui erano state mozzate le canne e il calcio (la classica lupara) e una pistola a tamburo senza cane, oltre 25 cartucce da caccia, 8 a pallettoni, nonché un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento.

Franco candelaLe armi non risultano essere rubate, ma il loro possesso ha aggravato la posizione dell’uomo, che ora dovrà rispondere, oltre che di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, anche dei reati di detenzione illegale di armi e detenzione di armi alterate.

Il 39enne è stato condotto in carcere all’Arginone e ieri il gip, nell’udienza di convalida in carcere, ha confermato la misura cautelare senza concessione di misure alternative.

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