Politica
20 Maggio 2013
Sfilata di autorità per l'arrivo del presidente della Camera. Errani sulla ricostruzione: "Serve una legge nazionale per le grandi emergenze"

Il Castello accoglie Laura Boldrini

di Ruggero Veronese | 3 min

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Ferrara ha accolto Laura Boldrini nel Castello Estense: ricevuta dagli applausi delle autorità presenti ma anche dei numerosi cittadini e membri di sindacati e associazioni, venuti ad assistere al discorso della presidente della camera dei Deputati nel cuore della terra colpita dal terremoto. Un evento a cui non sono voluti mancare tutti i rappresentanti delle istituzioni ferraresi, e in cui hanno fatto la propria comparsa anche molti personaggi ben noti della vita pubblica: dal presidente della Regione (e commissario speciale per la ricostruzione) Vasco Errani al capo dipartimento della Protezione Civile nazionale Franco Gabrielli, passando per il ministro e parlamentare ferrarese Dario Franceschini e per i deputati Alessandro Bratti (Pd) e Vittorio Ferraresi (M5S).

E l’arrivo della Boldrini non è stato rovinato neppure dai due imprevisti più temuti: la pioggia e la contestazione di Fratelli d’Italia in piazza Castello. Mentre la prima infatti si è interrotta definitivamente pochi minuti prima dell’arrivo del presidente della Camera, i manifestanti – circa una trentina di persone, tra cui spiccava l’ex senatore Alberto Balboni – hanno alzato il volume dei cori all’arrivo dell’auto blu, che è girata al largo fermandosi sul lato opposto della piazza. Le loro parole erano un chiaro riferimento all’impegno di Laura Boldrini in tema di integrazione: “Basta parlare di immigrazione, ora vogliamo la ricostruzione”.

La presidente della Camera non ha rilasciato interviste al proprio arrivo, preferendo aspettare fino all’incontro pubblico attualmente in corso. Ad anticipare alcuni dei temi di cui si dibatterà in queste ore, legate alle condizioni della provincia e dell’Emilia a un anno dal sisma, ci ha pensato tuttavia il presidente della Regione Vasco Errani, che ha parlato soprattutto dei problemi legati all’occupazione e rilanciato con forza la proposta di una legge nazionale sulle grandi emergenze. “Parlare di occupazione in Italia – afferma Errani – è più che giusto perché questa rappresenta il primo problema del paese. In quest’area inoltre la questione si è agganciata ai danni del terremoto, facendo sì che questo fosse il primo territorio nella storia di questo paese che ha coinvolge un sistema produttivo e d’imprese d’eccellenza”. Il commissario per la ricostruzione prende spunto da questi temi per parlare degli obiettivi della ricostruzione e dei risultati raggiunti fino a questo momento: “Immediatamente dopo il terremoto – continua Errani – registravamo oltre 40 mila persone in cassa integrazione nell’area del terremoto. Oggi sono 2600: vuol dire che il sistema si è ripreso, ma rimane il fatto che dobbiamo continuare a lavorare per l’innovazione e la ricerca. Non dobbiamo semplicemente mettere a posto i capannoni delle imprese, ma avviare un processo di innovazione. Per questo abbiamo messo a disposizione 50 milioni di euro per ricerca e innovazione, e stiamo facendo una serie di iniziative con imprese, sindacati e forze sociali per promuovere questo processo”.

Per Errani quindi il lavoro è tutt’altro che finito, ma oltre alla ricostruzione sul territorio sono indispensabili norme a livello nazionale. “Non si può dover ricominciare sempre ad ogni emergenza – afferma il presidente della Regione -. Sulla base di questa esperienza spero che si possa finalmente fare una legge nazionale per le grandi emergenze, in maniera tale che si ci si trovasse di fronte ad altre emergenze si possa contare su un sistema di norme e di regole in grado di dare risposte alle persone. Per far questo bisogna prendere insegnamento da tutte le situazioni del passato, come i terremoti dell’Emilia e dell’Aquila, senza che nessuna emergenza passi in secondo piano”.

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