Non nasce per caso la proposta presentata nelle ultime ore dai vertici ferraresi del Pdl che punta a un salvataggio di Berco e dell’economia copparese attraverso la vendita di vari assets pubblici e di quote di partecipazione in Cadf, Delta Reti e Area. Mentre giunge quasi in contemporanea un’idea simile anche da due esponenti Pd, i primi cittadini di Ro e Berra Filippo Parisini ed Eric Zaghini, si apprende che il documento avanzato dal Popolo della Libertà era già stato discusso circa due mesi fa. Ma in sede diversa. Quando cioè durante un’assemblea del circolo Pd di Copparo fu proposto da Enzo Barboni, ex candidato sindaco alle primarie di Copparo.
La conferma arriva proprio dall’attuale sindaco Nicola Rossi che, invitato a commentare il piano del Pdl, spiega di aver “avuto modo di vedere il contenuto del documento, e non posso che ribadire quello che ho detto due mesi fa quando la stessa proposta è comparsa nell’assemblea del Pd copparese: è una sollecitazione importante nella discussione, ma che contiene inesattezze e cose difficilmente verificabili. Intanto perché le aree individuate per le nuove aree industriali appartengono anche a privati, ma soprattutto perché per fare delle valutazioni sul prezzo di vendita delle azioni pubbliche ci vuole prima qualcuno interessato a comprarle. Senza voler banalizzare il tutto, credo che l’idea contenga spunti interessanti, ma con delle difficoltà da valutare”.
Rossi non è contrario su tutti i fronti alla cessione di patrimoni pubblici, ma sottolinea “i risultati importanti” ottenuti dalle multi utilities negli ultimi anni, in particolare da Area, “che abbiamo salvato proprio mantenendo la proprietà pubblica, e che oggi sta dando grandi soddisfazioni”. Secondo il sindaco di Copparo il discorso sulla cessioni di patrimoni comunali è più complesso e va allargato al di fuori di Copparo: “Dobbiamo fare i conti con le normative e la sostenibilità delle aziende – afferma Rossi -. Bisognerà fare un discorso generale rivolto alle varie aziende pubbliche della provincia, non soltanto ad Area e Cadf”.

Il sindaco di Copparo Nicola Rossi
Il mistero sulla paternità del documento non è comunque risolto. Se per i rappresentanti del Pdl il testo – che non porta firme in calce – è stato redatto da “un gruppo di economisti delle università di Ferrara e Bologna”, Rossi afferma di non conoscerne la provenienza, spiegando che “la proposta veniva da un esponente del Pd, ma non so se abbia le stesse fonti dei signori del Pdl”.
Intanto nelle ultime ore un’idea molto simile viene espressa anche in una lettera firmata dai democratici Filippo Parisini ed Eric Zaghini, presidente e vicepresidente dell’Unione Terre e Fiumi: “Il nostro territorio ha un dovere: progettare una serie di azioni accompagnate da un quadro di risorse disponibili, per mettere sul tavolo della trattativa con il Ministero e con i futuri acquirenti tutto quello che il territorio in termini di idee e soldi ha da offrire. Noi sindaci del copparese potremmo cominciare a smobilizzare il patrimonio dei Comuni: collochiamo sul mercato Area spa e il Delta Web. Insieme agli altri attori istituzionali potremmo convogliare il ribasso degli appalti per l’idrovia sul Volano venga reinvestito nel copparese. Così facendo potremmo contare su risorse per approssimativamente 22 milioni di euro che si potrebbero rendere disponibili entro la primavera prossima. Ci sentiamo in dovere di chiedere usare l’agenzia per lo sviluppo Si.pro per definire un programma di azioni per rendere attrattivo il copparese, per mezzo di una serie di progetti che il futuro acquirente di Berco non potrà rifiutare”.
Zaghini e Parisini riprendono quindi l’idea di “un porto commerciale sul Po grande all’altezza di Cologna (proprosta in realtà già avanzata da Zaghini in tempi ‘non sospetti’, ndr), dove uno studio ci conforta della fattibilità”, e vi aggiungono anche quella di “una metropolitana di superficie da Copparo a Cona e da qui a Ferrara, Interporto Bologna e Bologna”. Il tutto nell’ottica di un abbattimento dei costi di trasporto per le aziende che potrebbero insediarsi nel territorio. Più limitate le risorse che in questo caso verrebbero raccolte con la vendita di assets pubblici: 22 milioni, contro i circa 50 ipotizzati nel documento presentato in mattinata dal Pdl. Questo perché non verrebbero toccate Delta Reti e Cadf (che nei piani degli amministratori dovrebbero fondersi e tornare un’azienda speciale), ma soltanto Area (le cui azioni frutterebbero circa 12,5 milioni di euro) e Delta Web (1,5 milioni previsti). Altri 8 milioni potrebbero venire dal passaggio degli investimenti per l’idrovia nel nuovo progetto del porto commerciale. “Bastano 22 milioni? – è la conclusione dei due sindaci – Probabilmente no, ma se non se ne comincia a parlarne con maggior determinazione queste opere non vedranno mai la luce. Pensiamo che i comuni siano pronti fin d’ora a fare le scelte che la drammaticità del momento impone”.
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