Sport
17 Aprile 2013
Si pensa alla fusione con la Giacomense e ad un nuovo progetto per garantire un futuro solido alla società biancazzurra

Spal, Colombarini nel futuro?

di Federico Pansini | 5 min

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spal3-420x315Premessa: l’uso del condizionale, in questi casi, è quanto mai obbligato. Lo impone il periodo, con i campionati di calcio ancora nel vivo e l’estate a “bocce ferme” distante diverse settimane; lo impone la parola “trattativa”, perchè, almeno ufficialmente, questa non è ancora iniziata; lo impone la delicatezza dell’eventuale operazione, con alcuni tasselli del puzzle ancora da incastrare.

Allo stesso modo però, si può dire che qualcosa o meglio qualcuno sta iniziando a muoversi in merito al presente ed al futuro della Spal, dopo l’ennesima stagione (la prima nel campionato di serie D in oltre cento anni di vita) tormentata e caratterizzata più da problemi economici della società che da questioni prettamente legate al campo.

Qualcosa o qualcuno, abbiamo scritto: in primis l’Amministrazione Comunale, che a seguito della situazione di profonda crisi sfociata nella rimostranze dei giocatori (non più capaci di sostenere le spese di prima necessità) nel corso della passata settimana, è intervenuta con un comunicato stampa sottoscritto dall’Assessore allo Sport Luciano Masieri. Il dirigente comunale, preso atto delle difficoltà dell’attuale proprietà biancazzurra che vede come finanziatore primo ed unico Roberto Benasciutti (affiancato con una piccola quota dal Consorzio “La Spal nel cuore”), ha annunciato nei giorni scorsi che la stessa Amministrazione Comunale sta ormai da tempo “… portando avanti con noti imprenditori locali un dialogo costruttivo per dare maggiore certezza al futuro della Spal. Prematuro fare i nomi dei soggetti imprenditoriali attualmente coinvolti. Desideriamo infatti rispettare la riservatezza richiesta per situazioni ancora in fase di evoluzione, ma faremo tutto quello che ci compete per giungere al più presto a una soluzione positiva per il bene della squadra di calcio della nostra città e dello sport ferrarese”.

Una notizia, questa, che ha aperto un piccolo spiragio di luce sull’immediato futuro della amatissima compagine estense, tra i simboli di Ferrara. E nonostante la comprensibile cautela espressa da Masieri, nel corso dell’ultimo weekend il progetto a cui lo staff di Tiziano Tagliani lavora è diventato più nitido, sciogliendo il riserbo iniziale sui possibili nuovi vertici societari biancazzurri: il nome forte è quello di Francesco Colombarini, attuale proprietario della Giacomense, con la figura importante di Fabio Bulgarelli, attuale patron della Mobyt (basket) e grande appassionato sportivo come tessitore e “playmaker” (citando il termine cestistico con cui lo stesso imprenditore ha commentato il proprio ruolo nella vicenda interpellato al riguardo nelle scorse ore; ndr) dei contatti tra le parti in causa.

L’idea, su cui si lavora ed ormai non è più un mistero, è quella di una possibile fusione tra la Spal e la stessa Giacomense. E nonostante la prospettiva (ed anche in questo caso non si tratta di un mistero) non faccia impazzire i supporters delle due squadre cittadine, con la possibile salvezza dei grigiorossi (che dopo il successo di domenica contro il Vallè D’Aoste pare vicina) la Spal avrebbe dunque la possibilità di tornare in Lega Pro dopo una stagione di “purgatorio” nei Dilettanti. Il progetto – ma siamo sempre nel campo delle ipotesi e non ci stancheremo mai di sottolinerarlo -, porterebbe l’attuale, stimatissima, dirigenza di Masi San Giacomo composta dalla proprietà di Colombarini, la presidenza di Walter Mattioli e Davide Vagnati direttamente ai vertici di.. Via Copparo. L’intero quadro dirigenziale ridisegnato, quello tecnico tutto da formare e completare: di questo aspetto è però prematuro parlarne, con i campionati ancora in corso. In più, l’idea che nasce dal Comune e dallo stesso Bulgarelli, di formare una Polisportiva, capace di unire le realtà spallina a quella del basket con la Mobyt, del volley con la Ka Group Carife e di numerose altre discipline di Ferrara. L’obiettivo nella mente delle parti in causa è quello, in un momento di crisi economica a livello mondiale, di gestire al meglio ed abbattere quanto più possibile i costi spropositati di gestione di compagini sportive. Le società coinvolte nel progetto manterrebbero chiaramente una struttura autonoma e bilanci separati.

Gli ostacoli all’ambiziosa operazione, però, non mancano e riguardano l’attuale situazione ai vertici in casa Spal. Roberto Benasciutti, amministratore unico biancazzurro che già da diversi mesi non nasconde pubblicamente le difficoltà di gestione e mantenimento della squadra anche a fronte di accordi non rispettati da Oreste Pelliccioni (che inizialmente, la scorsa estate, aveva affiancato l’imprenditore estense lasciando poi allo stesso Benasciutti – secondo quanto raccontato dallo stesso patron spallino – tutti gli oneri economici compresi quelli dell’iscrizione al campionato di serie D), non si è ancora espresso, almeno pubblicamente, riguardo a questa ipotesi. Al tempo stesso, l’imprenditore ferrarese ha dichiarato nelle passate settimane di essere alla ricerca di soluzioni utili a garantire la risoluzione dei problemi attuali in casa Spal ed un futuro solido alla società: l’assenza dal centro di Via Copparo e dal “Paolo Mazza” nel corso dell’ultima settimana, la mancanza totale di comunicazione con la squadra e la dura contestazione del cuore pulsante del tifo biancazzurro, la Curva Ovest, in occasione della gara di domenica contro il Riccione, non hanno però aiutato l’immagine dello stesso Benasciutti, già discussa dai suoi stessi giocatori e da una buona fetta del tifo estense.

Quale sarà la presa di posizione dell’imprenditore ferrarese rispetto alle novità degli ultimi giorni? E in caso di disimpegno, ci sarà una  forte richiesta economica (che potrebbe frenare il discorso) nei confronti dell’eventuale nuova società entrante per il recupero delle somme impegnate lo scorso agosto per l’iscrizione della Real Spal alla serie D e per l’eventuale utilizzo del marchio storico? In tal senso, viene difficile pensare ad una squadra ferrarese iscritta in Lega Pro senza il nome storico dei biancazzurri (tra i pochissimi spifferi e tutti da confermare, emersi nelle ultime ore, si sarebbe pensato tra le altre cose ai nomi “Magica Spal” o “Spal Ferrara” per il nuovo progetto).

Insomma, servirà tempo, come sempre succede quando l’argomento è quello di un eventuale passaggio di consegne ai vertici di una società di calcio. La situazione è comunque in evoluzione e si attendono riscontri concreti sulla fattibilità o meno del progetto se non ne prossimi giorni, sicuramente nelle prossime settimane, magari con la certificata salvezza della Giacomense in Lega Pro e la fine del campionato di serie D.

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