Economia e Lavoro
18 Febbraio 2013
Le OOSS: "Vogliono colpirne uno per educarne 104". E Franceschini si impegna a difendere il lavoratore

Sindacati preoccupati per il primo ‘caso Fornero’ in Basell

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (20)“Colpirne uno per educarne 104”: così i sindacati giudicano il licenziamento individuale “per giustificato motivo oggettivo” – come da legge Fornero – avviato nei giorni scorsi da Lyondell-Basell verso un dipendente. Una vera e propria “prova generale”, la definivano ieri sera i sindacalisti presenti all’incontro con i candidati Pd (vai all’articolo), in vista del taglio occupazionale al centro ricerche Natta previsto dalla multinazionale. Motivo per cui le tre maggiori sigle confederali (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil) si sono schierate al fianco di Gianluca, il lavoratore colpito dal provvedimento, contestando sia le motivazioni del licenziamento che le modalità con cui è stato realizzato.

“Basell ha cominciato a licenziare – scrivono unitariamente le organizzazioni – con un provvedimento individuale sulla base della legge n.92 del 28 giugno 2012 che ha aggiornato la precedente 604/1966, aprendo una procedura qualche giorno fa ed impedendo immediatamente al lavoratore a cui è stato anticipato il procedimento, di accedere allo stabilimento, già nella mattina successiva, quando ancora il licenziamento non era operativo, in quanto ancora si deve tenere l’incontro previsto dalla legge presso la Direzione territoriale del lavoro”. Un fatto che rappresenterebbe “un’ingiuria al lavoratore direttamente coinvolto, a cui non si imputano fatti derivanti dalla sua condotta lavorativa. Viene infatti licenziato per <<realizzare una riorganizzazione finalizzata a rendere più efficiente la struttura aziendale, ridefinendo le strutture produttive e ottimizzando l’impiego del personale e ciò anche al fine di ottenere un contenimento dei costi. Per questo non si giustifica il mantenimento della relativa posizione lavorativa, la quale sarà soppressa>>”.

Il caso di Gianluca è di estrema importanza per le organizzazioni sindacali non solo nel contesto del petrolchimico: si tratta infatti della prima applicazione delle modifiche fatte all’articolo 18 effettuate dal governo Monti, che non prevede più il reintegro sul posto di lavoro ma semplicemente un risarcimento economico. E che questo licenziamento sia ingiustificato, spiegano i sindacati, lo si evince anche dalla lettera di licenziamento, “in cui non viene contestato nessun atto lavorativo. Si utilizza la “possibilità” della nuova legge, per bypassare questa verifica, per bypassare la possibilità di riutilizzare il lavoratore in altra mansione come previsto dall’accordo integrativo del novembre 2011 e per dare un segnale forte: colpirne 1 (magari indifendibile) per educarne all’obbedienza 104”.

Il protagonista della vicenda intanto si è fatto notare attraverso un’azione eclatante: incatenandosi all’esterno della sala durante l’incontro dei candidati del Pd. Un azione che non è passata inosservata, con Dario Franceschini a offrire la sua solidarietà e soprattutto la promessa di impegnarsi personalmente nel caso, “per evitare il rischio che si trasformi in un precedente giurisprudenziale”. Gianluca intanto, che non è iscritto ad alcun sindacato, ricorda il suo primo giorno da ‘ex’: “appena entrato sono arrivati quattro addetti alla sicurezza e mi hanno sbattuto fuori. Io in 25 anni qua dentro non ho mai ricevuto un’ammonizione, e questa è la prova che ora con una scusa qualsiasi si può licenziare chiunque”.

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