“Sicuramente Mazzoni si sentiva anche in una situazione di pericolo, con un intero paese che piano piano si rendeva conto dello stato reale dei propri investimenti. Non poteva gestire questa situazione, è come un castello che un po’ alla volta gli è crollato addosso”. Comincia a diradarsi il velo di mistero attorno alla fuga di Raffaele Mazzoni, l’ex broker di Banca Mediolanum scomparso in seguito a presunte minacce ricevute durante la sua attività. A parlare è l’avvocato Gisella Rossi, che cura assieme alla collega Sonia Marzano gli interessi di sei dei risparmiatori coinvolti nella vicenda del promotore finanziario ferrarese. E che disegna un quadro in cui gli investimenti effettuati da Mazzoni per conto dei propri clienti erano da tempo in una situazione critica.
“Qui ci sono disinvestimenti che risalgono ancora al 2005 – racconta la legale -. Ci sarà di certo anche qualche problema legato a operazioni recenti, ma il discorso è determinato soprattutto dall’operato negli anni passati, con investimenti molto speculativi e non adatti al profilo dei clienti che seguiva. Abbiamo trovato addirittura dei bond argentini nel portafoglio di un mio assistito, cliente di Mazzoni dal 1999”. Bond argentini: l’incubo di ogni investitore, ma di cui in questo caso i risparmiatori si dicono totalmente all’oscuro. “Purtroppo stiamo parlando sempre di persone anziane, tantissime, tutte persone inesperte in materia finanziaria e per le quali ora è difficile anche comprendere quello che è successo e quale strada seguire. Tutti i miei assistiti erano da anni in un rapporto di fiducia e amicizia con Mazzoni, e si fidavano completamente del suo operato, senza controllarne gli investimenti. Per questo mi sono sentita anche coinvolta emotivamente vedendo la sofferenza delle persone: quando gli ho raccontato la verità ho visto crollargli il mondo addosso”.
Le presunte responsabilità del broker tuttavia non si fermerebbero qui, secondo l’avvocato Gisella Rossi. “Diciamo che ci sono movimenti sospetti con assegni in uscita, ma ancora non si sa dove siano stati indirizzati. Sono operazioni su cui gli inquirenti stanno facendo le ricerche del caso, e potrebbero delineare imputazioni più gravi per Mazzoni”.
Ma ciò su cui si sta concentrando la legale è però soprattutto l’assistenza economica ai clienti del broker, per cercare di fargli recuperare almeno una parte dei soldi investiti in titoli. “La responsabilità penale al vaglio della procura è in capo solo a Mazzoni, sia essa furto, appropriazione indebita o truffa. Sul piano degli investimenti però si apre un tipo di discorso civile, in cui anche le banche e i clienti hanno responsabilità”. Il legale scende nel dettaglio: “il regolamento Consob del ’98 parla di un adeguamento del rischio al profilo di ogni cliente, cosa che in questo caso è stata trascurata, con persone anziane che andavano incontro a investimenti altamente speculativi. E quando una banca vede in un estratto conto la presenza di bond argentini dovrebbe porsi qualche dubbio”. Va detto che è stato proprio da un controllo periodico della banca che l’istituto di credito è arrivato a scoprire delle irregolarità nelle azioni di Mazzoni. Da qui l’indagine interna che portò alla revoca dell’incarico.
Al momento però la cosa più importante per ogni risparmiatore coinvolto è fare completa chiarezza sulla propria situazione finanziaria e avviare ogni procedura necessaria. “E’ fondamentale – prosegue la Rossi – che le persone vadano a fare denuncia penale per l’operato del broker, che è la strada principale per trattare con Mediolanum. Gli ispettori sono disponibili per ricostruire ciò che è successo, dato che ora è nell’interesse di tutti far luce sull’accaduto. Consiglio a tutti di andarci accompagnati da un legale o da una persona competente in materia finanziaria, per poter capire tutto quello che viene detto”.
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