Politica
9 Febbraio 2013
L'ex capitano del Milan capolista di Centro Democratico: "per riequilibrare al centro la coalizione"

Gianni Rivera, da centrocampo per smarcare Bersani

di Ruggero Veronese | 3 min

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VOTA D CENTRO“In politica ci vuole una punta sola, ma se è troppo marcata il gol lo possono fare anche quelli che vengono da dietro”. La metafora calcistica è quasi d’obbligo per un ex campione di calcio come Gianni Rivera, capolista al senato in Emilia Romagna del partito Centro Democratico e a Ferrara per presentare le candidate locali. La punta unica, neanche a dirlo, è Bersani, centravanti di una coalizione “che per adesso non ha bisogno di Monti, perché puntiamo ad avere i numeri per governare”. Ma che non può neppure fare a meno del contributo di centrocampisti e difensori, impersonati in questa campagna elettorale dai due partiti minori che si spartiscono le fasce: Sel e Centro Democratico.

“Siamo un soggetto che vuole riequilibrare al centro una forza che rischia di sbilanciarsi troppo a sinistra. – spiega Rivera – Vogliamo dare voce al tema tradizionale della sinistra, la solidarietà, ma garantendo un equilibrio. È vero che siamo tutti dalla stessa parte, ma non è possibile che ci sia un appiattimento delle idee, anche in virtù della nostra storia personale”. L’ex capitano del Milan comincia infatti la sua carriera politica sotto lo scudo crociato, nel 1987, e dopo lo scioglimento della Dc nel ‘94, aderisce al Patto Segni e in seguito alla Margherita di Prodi. Rivera non nasconde un certo rimpianto verso la Democrazia Cristiana, “il cui grande errore – afferma – è stato quello di mantenere i dirigenti e cambiare nome, piuttosto che fare il contrario”. E che le sue posizioni, anche in termini economici, siano di matrice più liberale rispetto alla “fascia sinistra” della coalizione è testimoniato anche da una delle proposte in materia fiscale. “In quel settore ho un sogno: trasformare completamente il sistema fiscale avvicinandolo a quello americano, in cui dalle tasse si può detrarre una parte di quello che uno spende, dal momento che lo Stato già incassa dal soggetto che vende”.

Con Rivera erano presenti anche le quattro candidate ferraresi al Parlamento: Rossella Zadro, Lorenza Dal Moro e Manuela Pirani (rispettivamente 3°, 7° e 13° al Senato), e Alessandra Vaccari, al decimo posto per la Camera. Una squadra al femminile che il capolista vede di buon occhio: “bisogna approfittare del fatto che le donne hanno gestito meno il potere, e sono rimaste in un certo senso più oneste rispetto agli uomini”. La Zadro parla anche delle possibili alleanze post elettorali con Monti, chiarendo che “delle intese si possono trovare, ma sui grandi temi”.

Rivera nega di ambire a un posto di governo, che “se arriverà bene, ma per adesso ci basterebbe semplicemente riuscire a ottenere un buon risultato elettorale e mandare un buon numero di nostri rappresentanti in Parlamento”, e si concede un’ultima stoccata finale, cogliendo il pretesto calcistico, verso Berlusconi. “Balotelli non porterà più voti di quanti non ne sarebbero arrivati comunque. D’altra parte non può aumentare ulteriormente il numero di italiani che si lasciano prendere in giro: sono già in troppi”.

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