Pasqua sulla A13, incidente con sei feriti: coinvolti anche due bambini
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
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È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
L’Ars et Labor torna alla vittoria grazie a una prova casalinga più che convincente contro il Sant’Agostino. Il 2-0 biancazzurro è frutto di una prova convincente da parte tutta la truppa di Carmine Parlato, soddisfatto a fine gara
“È ora di mettere in chiaro quali sono le priorità di chi andrà al governo”. Una dichiarazione decisa quella di Giulio Felloni, presidente di Ascom Ferrara, ma supportata da tutte le associazioni di categoria del territorio, che hanno aderito alla giornata di mobilitazione nazionale per sensibilizzare i candidati al Parlamento verso i problemi delle imprese. E che, con una sola voce, chiedono un deciso cambio di direzione rispetto ai dettami della spending review dell’ultimo governo, responsabili secondo i loro studi di un calo di investimenti e consumi che rischia di condannare l’Italia a una recessione perenne.
“Le piccole e medie imprese – ha spiegato Felloni – sono considerate da tutti i candidati un punto fermo dell’economia del paese. Ma se è così perché tutte le misure dell’ultimo anno e mezzo sono andate contro agli interessi delle Pmi? Noi non chiediamo assistenzialismo, ma di essere accompagnati in un percorso comune e che le istituzioni ascoltino la nostra voce. È indispensabile rilanciare i consumi, diminuire la pressione fiscale e permettere l’accesso al credito”.
E per spiegare le proprie ragioni le associazioni hanno stilato un documento che elenca le strategie prioritarie per tornare a crescere, illustrato nei punti fondamentali dal presidente provinciale del Cna Vittorio Mangolini. “L’aspetto più vitale è rivedere la pressione fiscale, soprattutto per quelle che sono le imposte più penalizzanti per le imprese: iva, irpef, imu e tares. Bisogna scongiurare un ulteriore aumento dell’iva, ed escludere dall’imu gli immobili che fanno parte dell’aspetto strutturale dell’impresa. I criteri dell’irpef vanno rivisti, facendo si che la forma giuridica di un’azienda non sia penalizzante, così come quelli del tares, che vengono attualmente calcolati semplicemente in base alla superficie, e non all’effettiva produzione di rifiuti”.
I suggerimenti da parte delle Pmi non si limitano però all’aspetto tributario, e nel testo unitario si trovano indicazioni anche per quello che riguarda le politiche energetiche, che devono puntare a “ridurre la forte dipendenza dell’Italia dalle fonti energetiche combustibili, adottando una strategia per la riduzione dei costi di approvvigionamento”, e al mercato del lavoro. “La riforma Fornero – è l’idea del presidente di Confartigianato Guido Montanari – è stata calibrata sulle grandi imprese, che nel nostro paese sono in gran parte minoritarie, e questo ha portato a togliere quasi tutti gli strumenti di flessibilità in entrata. Chiediamo un rilancio del praticantato e una semplificazione della burocrazia, e che vengano assicurati gli ammortizzatori sociali in deroga ancora per un anno, perché la crisi è tutt’altro che finita e abbiamo bisogno di garanzie. Sono misure applicabili e immediate mentre gli schieramenti politici fanno a gara per proporre riduzioni fiscali, ma sono tutte promesse che non verranno mantenute”.
Paolo Bonasciutti, presidente di Confesercenti, si è concentrato invece sui problemi nell’erogazione del credito, spiegando che “circa il 10% delle aziende che ottengono finanziamenti lo fa attraverso i confidi, che stanno rappresentando quello che le imprese vogliono e possono utilizzare in questo momento, e chiediamo alla politica di favorirli attraverso una patrimonializzazione. Ma anche le banche devono fare la propria parte, e non possono concedere alle aziende finanziamenti tesi solo al consolidamento e non agli investimenti, come è successo per l’80% dei casi nel 2012”.
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