Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
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È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
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“Dopo aver eseguito tutto l’iter procedurale, con l’approvazione da parte della giunta della Via (valutazione di impatto ambientale, ndr), verrà avviato il completamento della discarica di Crispa”. Ad annunciarlo è l’assessore provinciale all’ambiente Giorgio Bellini, che cerca di chiudere assieme al 2012 tutte le polemiche legate al potenziamento chiesto da Area della discarica nel Comune di Jolanda di Savoia.
Polemiche nate dopo varie prese di posizione degli ultimi mesi, con l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda a parlare di “progetto irresponsabile” e Giovanni Favia, consigliere regionale eletto con il Movimento 5 Stelle, di “operazione criminale”. Fino alle perplessità di Arpa, che rilevava un rischio di inquinamento della falda sottostante. “Ma è giusto che anche la Provincia fornisca la propria versione dei fatti – esordisce Bellini – visto che sulla stampa sono usciti anche molti interventi poco bilanciati”.
L’assessore rispedisce al mittente le accuse che erano state mosse al progetto, ma soprattutto rassicura gli animi sull’impatto ambientale dell’operazione, “che renderà la discarica più ecologica rispetto alla situazione attuale. Fin dall’inizio, ormai due anni fa, – continua Bellini – abbiamo posto tre condizioni ad Area per poter svolgere i lavori: dimostrare che la discarica non avrebbe inquinato le falde, effettuare un intervento che migliorasse la situazione preesistente, e che una volta concluso la discarica avrebbe lavorato per altri cinque anni prima di chiudere. Per questo Area è stata obbligata a svolgere un lavoro preventivo di bonifica e di studio del terreno dal costo di centinaia di migliaia di euro, prima di poterci comunicare il responso in luglio”.
Al fianco dell’assessore anche Paola Magri e Gabriella Dugoni, dirigente ed esperta del servizio ambiente della Provincia, che spiegano nello specifico il landfill mining, la procedura che dovrebbe salvaguardare la falda sottostante alla discarica. “Il completamento della discarica – spiega la Magri – riguarda soprattutto il primo lotto di terreno, che risale agli anni ’80 quando ancora non si facevano distinzioni tra i vari tipi di rifiuti. Il landfill mining consiste nell’estrarre tutta la spazzatura dal terreno ed effettuare una impermeabilizzazione della vasca, che consentirà di mantenere la falda protetta dalla discarica. Durante questa operazione si potranno anche raccogliere i materiali riciclabili che altrimenti sarebbero rimasti indifferenziati”.
La Provincia nega insomma i rischi di inquinamento ambientale, con Bellini che definisce le perplessità della relazione di Arpa, che sottolineava come la falda in alcuni punti fosse a solo un metro e mezzo dal livello della campagna, come “più concettuali che tecniche, dal momento che sottolineavano un rischio teorico ma senza portare dati sulla situazione specifica. Inoltre un fatto di cui non si parla mai è che la stessa Arpa ha firmato l’approvazione del progetto durante l’ultima conferenza dei servizi del 19 luglio, pur fornendo alcune prescrizioni tecniche per garantire le corrette procedure”.
“Favia ha parlato di interessi criminosi – prosegue l’assessore – ma la Provincia non guadagnerà un euro da questi lavori. Le linee guida del piano regionale dicono che bisogna andare verso una chiusura delle discariche e dei termovalorizzatori, per puntare sulla raccolta differenziata e sul recupero. Questo progetto infatti non prevede un ampliamento nella superficie, e specifica che dopo i lavori il centro di Crispa potrà ospitare altre 250 mila tonnellate di rifiuti per poi chiudere definitivamente, e se spetterà a noi decidere non si apriranno altre discariche”. La competenza del trattamento rifiuti infatti potrebbe, col progressivo ma sempre più incerto smantellamento delle Province, passare alla Regione, ma Bellini assicura che “non è assolutamente vero che per questo abbiamo fretta di approvare il progetto: la delega è ancora in atto e non c’è stata alcun termine o revoca da parte della Regione. Sono rimasto abbastanza sorpreso, per non dire sconcertato, dalla posizione dell’assessore Freda, considerando che nel 2010, durante un’interrogazione di un consigliere regionale, rispose che le discariche potevano essere autorizzate a norma di legge”. Anche la Magri chiude la questione in maniera netta: “la pubblica amministrazione deve avere tempi e procedure certe, e non può cambiare idea in qualunque momento. Chi critica il progetto di certo non conosce le procedure tecniche e, se è in buona fede, neanche quelle amministrative”. E per vedere l’inizio dei lavori non sarà necessario aspettare molto: l‘approvazione della Via sarà tra i primi atti del 2013 della giunta provinciale.
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