Economia e Lavoro
19 Dicembre 2012
Coopestense sceglie di destinare i fondi per il terremoto ai nuovi strumenti didattici: in arrivo banda larga e lavagne digitali

La scuola riparte dal digitale

di Ruggero Veronese | 4 min

Leggi anche

Gasolio agricolo. Confagricoltura: “Dal Governo segnali positivi”

“Finalmente buone notizie per il settore agricolo, segnali positivi in un momento di estrema difficoltà”. Lo afferma il presidente di Confagricoltura Ferrara, Francesco Manca, dopo le decisioni assunte lo scorso 1° aprile dal Governo sia sul gasolio agricolo che sul cosiddetto piano transizione 5.0

La ricostruzione dopo il terremoto non passa soltanto attraverso appalti e cantieri. È questo il concetto su cui hanno scommesso Coop Estense e le altre Coop del distretto adriatico per indirizzare la raccolta fondi “Noi ci siamo”, terminata a fine ottobre. La cooperativa infatti punta tutto sulle scuole e sull’innovazione, unendo le proprie forze a quelle della Regione nel “piano nazionale scuola digitale” per un drastico rinnovamento degli strumenti scolastici. In particolare gli investimenti riguarderanno le attrezzature informatiche e le “Lim”, lavagne interattive digitali che prendono spunto dalla tecnologia dei tablet e che sostituiranno le vecchie tavole di ardesia. Un salto nel futuro – o nel presente – testimoniato anche dalla presentazione ufficiale, con le due anime della cooperativa, quella ferrarese e quella modenese, allacciate in videoconferenza. Da una parte i vicepresidenti di Coopestense e della Provincia di Ferrara Mirco Dondi e Carlotta Gaiani, mentre a Modena parlavano l’assessore regionale all’istruzione Patrizio Bianchi assieme a Mario Zucchelli e Massimo Bongiovanni, presidenti rispettivamente della cooperativa e di Accda, l’unione dei consumatori della Coop.

“La stessa Coopestense – ha spiegato Zucchelli – è stata colpita duramente dal sisma, obbligandoci a chiudere temporaneamente  sette nostri centri per i danni subiti, più altri due supermercati che necessitavano di opere di adeguamento strutturale. In questo modo i nostri lavoratori sono stati colpiti due volte, nella casa e nel lavoro”. Non poteva mancare quindi l’impegno della cooperativa, “il cui raggio d’azione quasi coincide con il territorio colpito dal sisma”. Con una raccolta fondi rivolta sia ai clienti che ai soci, la cooperativa è quindi riuscita a raccogliere 1,1 milioni di euro, destinandone il 35% alle province di Bologna e Reggio Emilia e il restante 65% nelle zone di Ferrara e Modena. “Ci siamo posti due obiettivi – ha precisato Bongiovanni –, l’assoluta trasparenza, rendendo visibile al pubblico la destinazione dei fondi in ogni nostro punto vendita, e di evitare di disperdere le risorse, concentrandoci sulla scuola e la cultura”.

A spiegare con precisione gli investimenti ci ha pensato Patrizio Bianchi, dopo aver ricordato gli sforzi per riportare gli istituti a regime: “Già il 29 maggio, all’indomani del sisma, in Regione avevamo deciso di ripartire dalla scuola: in mezzo alla tragedia siamo stati lucidi a trovare il bandolo della matassa e a dare un segnale forte di fiducia nel futuro. Abbiamo dimostrato che in quattro mesi si possono ricostruire delle scuole nuove, in classe energetica A e con strutture flessibili: immaginate come sarebbe il paese se si lavorasse sempre in questo modo. Ma in questi mesi anche i ragazzi ci hanno insegnato molto, mostrandoci che la scuola non è soltanto l’edificio che la contiene, ma un luogo di comunità”.

Il prossimo passaggio sta quindi nell’investire in nuovi strumenti didattici – e qui entra in gioco il piano nazionale per la digitalizzazione – dotando ogni classe di una Lim e ogni istituto di una connessione a fibre ottiche. “Il piano prevede un investimento di 3,2 milioni per le lavagne digitali, mentre la società Lepida si occuperà di portare nelle scuole la banda larga. Un altro punto importante sarà la formazione degli insegnanti, che dovranno lavorare con strumenti che gli studenti padroneggiano meglio di loro, ma cercando di trasmettere quella capacità critica senza la quale rischierebbero di diventare solo dei “trafficoni” informatici”.

Per quel che riguarda tempi e costi, le scuole emiliano-romagnole riceveranno per le nuove apparecchiature 3,2 milioni di euro dalla sfera pubblica (2,4 milioni dal Ministero dell’Istruzione, 800 mila euro dalla Regione). A questa cifra si aggiungerà il ricavato della raccolta fondi Coop: 1,1 milioni di cui il 35% sarà indirizzato alle province di Bologna e Reggio, mentre al rimanente 65% destinato a Ferrara e Modena Coopestense aggiungerà circa 300 mila euro dal proprio bilancio, per arrivare a un milione di euro. Per quel che riguarda la banda larga l’investimento spetta completamente alla Regione, che vi investirà circa un milione e mezzo di euro. L’unico punto interrogativo riguarda le tempistiche, e Bianchi spiega che “stiamo raccogliendo i risultati delle sperimentazioni, ma il Ministero ha allungato i tempi e rischiamo di slittare dopo le elezioni. Tutte le Lim disponibili in questi mesi saranno comunque installate senza dover aspettare la fornitura completa”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com