Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
C’era anche uno dei beagle salvati a Montichiari ad assistere alla presentazione del libro “Vengo via con te”, che racconta la sua storia. Uno dei 2639 cani sequestrati in luglio dalla fabbrica di cavie di Green Hill vicino a Brescia, dati in affidamento ad altrettante famiglie sparse in Italia e che ora si ritrovano nelle fotografie e tra le pagine di un testo che unisce i racconti dei nuovi padroni a quelli di chi ha vissuto in prima persona le delicate fasi della liberazione. E proprio due di questi sono intervenuti alla sala Vigor di Ferrara per raccontare la vicenda: il responsabile nazionale Legambiente di Fauna e benessere animale Antonio Morabito e David Zanforlini, l’avvocato ferrarese che ha guidato il processo riuscendo a liberare gli animali da quello che i comitati locali chiamavano “l’allevamento-lager”.
“Volevamo cercare di raccontare un pagina positiva di questa storia – ha spiegato Morabito – anche per ridare un po’ di benzina e di energia e quelli che continuano a impegnarsi in questa battaglia, e che con la vicenda giudiziaria in corso sono sottoposti a forti tensioni”. Il processo che vede impegnati Legambiente e i pm di Brescia da una parte e l’azienda tedesca Green Hill sul fronte opposto è infatti tutt’altro che vicino alla fine. “I cani dell’allevamento sono stati cresciuti solo nelle gabbie, totalmente isolati da ogni normale relazione sociale, dalla luce del sole e dagli odori. Questo perchè per l’azienda rappresentavano semplicemente un perfetto stock di laboratorio da vendere alle aziende farmaceutiche: asettico e omogeneo. Questo processo è importantissimo perchè, con una sentenza favorevole, attraverso questi tremila beagle avremmo la possibilità di salvare molti altri animali”.
Un processo tutt’altro che scontato dato che, come ha ha sostenuto Zanforlini, “c’è una grossa differenza tra quello che proibisce la legge e quello che dice il buon senso. Quando entrammo nello stabilimento ci fecero indossare delle tute speciali, ma non ci chiesero di coprire bocca o capelli. Questo voleva dire che le precauzioni non erano di carattere igienico, come si farebbe in una sala operatoria, ma servivano solo a non far penetrare odori nuovi dall’esterno. Fino a oggi il maltrattamento è stato visto dalla legge come semplice sevizia fisica, ma il beagle è un animale da fiuto, e privarlo degli odori è come privare una persona della luce”. È stato questo il “grimaldello” utilizzato dall’avvocato per chiedere il sequestro dei cani e dell’allevamento: l’articolo 13 del trattato di Lisbona riconosce gli animali come esseri senzienti, e per questo privarli del loro principale stimolo sensoriale è un atto di violenza. Quasi un cavillo giuridico per una situazione in cui, sostengono i due attivisti, “la sofferenza di questi cani era totalmente palese”.
Ma il vero problema, continua Zanforlini, “è negli interessi che regolano la sperimentazione farmaceutica sugli animali, che in Europa ha un giro di affari da tre miliardi di euro. In tutto il mondo prima di immettere in commercio un medicinale è necessario fare i test sugli animali, una certificazione dalla quale non si può prescindere anche se molto spesso inutile. Altri settori dopo la spinta dell’opinione pubblica sono riusciti a superare questa pratica, come l’industria dei cosmetici che al momento la richiede solo in determinati casi, ma ho sempre più l’impressione che quello della sperimentazione sia un business a cui molti non vogliono rinunciare”. Per Morabito questa norma ormai consolidata rappresenta anche un ostacolo allo sviluppo scientifico, dato che “limitandoci e prendendo aprioristicamente per buona questa pratica, in realtà assai inefficace viste le differenze genetiche tra le varie specie, non si cerca neanche un metodo di sperimentazione alternativo, che potrebbe portare dei vantaggi veri alla medicina”.
Il 14 febbraio è attesa la discussione in Corte di Cassazione che stabilirà la legittimità o meno del sequestro dei cani all’azienda Green Hill. Comunque vada, però, i beagle di Montichiari la loro battaglia l’hanno già vinta: “Se anche dovessimo perdere in tribunale – annuncia Morabito – questi cani non torneranno mai alla Green Hill. Li compreremo tutti”.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com