Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
“Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”: è lapidario il giudizio di Tommaso Mantovani, tra gli esponenti di spicco dei Grilli Estensi, verso Valentino Tavolazzi e le sue critiche (vai all’articolo) alle “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle. Mantovani scende in campo per difendere il sistema di scelta per i futuri cadidati al parlamento, la loro credibilità e soprattutto il “nuovo modo di fare politica” creato dal movimento di Beppe Grillo. E quelle che per il consigliere comunale di Progetto per Ferrara rappresentano le zone d’ombra di queste primarie on-line diventano, agli occhi di Mantovani, i veri punti di forza del sistema.
Come la questione della candidabilità, concessa solo a chi già aveva fatto parte, senza essere stato eletto, di una lista a 5 Stelle. Per Mantovani “non si tratta di premiare chi era uscito sconfitto dalla sua ultima esperienza, anzi secondo me è proprio per il fatto che non c’è uno più valido dell’altro. Già quando eravamo ben al di sotto del 18% c’era chi si impegnava nel cambiamento politico e non è riuscito a farsi eleggere, ed è giusto che chi non ha ancora potuto fare la sua parte abbia la possibilità di fare più concretamente il portavoce della rete”.
I candidati dalla provincia di Ferrara erano quattro (ha rinunciato Matteo Provasi per continuare a fare l’assesore a Comacchio): Vittorio Ferraresi dei Grilli Estensi, venticinquenne laureando in economia ambientale, Matteo Mingozzi (dipendente al dipartimento protezione e salute dell’Asl) ed Enrico Feggi, entrambi della lista “Codigoro in Movimento”, e Vincenzo Musella, commercialista e candidato del meet-up di Tresigallo. Ma come reperire informazioni su di loro? “Moltissimi candidati, tra cui anche Ferraresi e Mingozzi – spiega Mantovani – hanno caricato su youtube un video per presentare la candidatura. Per gli altri bisogna accedere al sito delle Parlamentarie, dove c’è una scheda per ogni candidato, ma non è più possibile per tutti ottenere l’accesso: le votazioni si sono chiuse ieri sera e il sistema è stato bloccato dopo il 30 settembre proprio per evitare gli arrembaggi dell’ultima ora di chi cerca di cavalcare l’onda del Movimento”.
Proprio quest’ultimo punto ha sollevato molti dubbi da parte dei critici del 5 Stelle, con Tavolazzi a lamentarsi perché “avremmo potuto consentire a milioni di cittadini cinque stelle di votare, invece le Parlamentarie stanno assumendo una dimensione parrocchiale”. Mantovani però difende la scelta di Grillo e Casaleggio, perché “qui non c’è il desiderio di dibattiti ‘alla Renzi-Bersani’, di creare un evento mediatico per ottenere visibilità. Non c’è questo bisogno, si tratta solo di scegliere i portavoce in parlamento. Questa è una grande differenza con le primarie del Pd, che è stata una chiamata alle armi per tutto il partito ma alla fine sembrava più uno show all’americana, con questi cinque selezionati dall’alto, contrariamente ai candidati delle Parlamentarie che provengono tutti da liste certificate”.
Le polemiche sulle primarie on-line rappresentano solo l’ultima delle divisioni che si stanno manifestando in seno al Movimento 5 Stelle, che a Ferrara vede sempre meno punti di contatto tra la lista certificata dei Grilli Estensi e il Progetto per Ferrara di Tavolazzi. “Il movimento in città è rappresentato dai Grilli Estensi, che avevano aderito al meet up già dal 2005. Dopo non hanno pensato di confluire nel Ppf, perchè non volevano una leadership individuale, e adesso ci sono buoni collegamenti con le liste della provincia, come quelle di Comacchio, Codigoro, Tresigallo e Portomaggiore. Noi non vogliamo organi decisionali, ed è questa la causa del nostro disaccordo con Tavolazzi e Favia, che hanno sempre provato a proporre strutture di questo genere e ad avanzare candidature”.
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