Cronaca
4 Dicembre 2012
Secondo giorno di mobilitazione all'istituto di via Pontegradella e domani mattina nuova protesta

Iti, dal sit-in all’occupazione

di Ruggero Veronese | 4 min

Leggi anche

Propaganda nazifascista, armi e droga. Arresto convalidato

È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici

L’Ars et Labor vince il derby. Sant’Agostino ko

L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season

“Decideremo cosa fare prima che sia ora di entrare, ma non ci sarà un’occupazione”. Queste le parole di Silvia Bighi, rappresentante di istituto dell’Itis e presidente della consulta provinciale degli studenti, che al termine dell’autogestione di ieri nell’istituto di via Pontegradella (vai all’articolo) programmava le prossime mosse della mobilitazione.

Ma i fatti di stamattina non sono andati come ci si era ripromessi, e il sit-in di una trentina di persone davanti all’Iti, mentre i rappresentanti di istituto si recavano in questura a chiedere i permessi delle forze dell’ordine, si è rapidamente trasformato in un nuovo tentativo di occupazione.

Alcuni ragazzi dentro all’istituto riferiscono che “il preside ci vuole concedere un’autogestione, ma noi non la vogliamo. Vogliamo fare una protesta pubblica, altrimenti nessuno ci ascolta”. Ed è proprio questo, come già si era visto nelle recenti occupazioni al liceo Ariosto, il pomo della discordia tra studenti, rappresentanti e personale scolastico: decidere le modalità di una protesta che nei contenuti sta trovando sempre più supporto. Almeno fino a stamattina, quando il dirigente scolastico Roberto Giovannetti ha chiuso le porte della scuola a pubblico e stampa per parlare privatamente coi ragazzi riuniti nell’atrio in assemblea. “Sono in una posizione di ascolto verso i ragazzi”, dice prima di riunirsi con alcuni insegnanti.

A chiarire qualcosa sull’accaduto ci pensano la rappresentante di istituto Silvia Bighi insieme ad Andrea Baroni, candidato anche se non eletto nella stessa lista. “L’unica cosa che desideriamo è che qualcuno ci dia voce e visibilità – spiega Baroni – perché stiamo lottando per il futuro della scuola. Oggi ci doveva essere solo una manifestazione fuori dalla scuola, ma si è trasformata in una sorta di occupazione mentre noi eravamo andati in questura. Io preferisco che queste cose vengano fatte in maniera legale, magari con meno persone impegnate attivamente ma che ci credono davvero e sanno per cosa stanno protestando”.

Silvia Bighi spiega invece come continueranno le proteste: “collaborando con la Digos abbiamo organizzato un sit-in davanti all’istituto per domani mattina, già dalle sette e mezza, con un’autorizzazione fino a duemila persone non necessariamente dell’Iti. La giornata di oggi è stata comunque utile, abbiamo fatto in modo che si sapesse che siamo in protesta contro la riforma della scuola”.

La riforma Profumo e i tagli della spending review sono in effetti gli argomenti che rischiano di essere persi di vista, con le polemiche concentrate unicamente sulle modalità della mobilitazione. Alle 11 e mezza, dopo aver parlato nell’atrio, Giovannetti è stato letteralmente circondato da una ventina di ragazzi che continuavano a chiedere maggior supporto da parte del personale docente. Qualche studente a muso duro gli diceva “stiamo parlando dei nostri diritti!”, mentre un altro ragazzo ha riferito che durante l’occupazione di ieri “ci sono stati episodi che non ci hanno fatto piacere, come quando ci hanno staccato il microfono mentre parlavamo in assemblea, rendendo tutto più difficile”.

Il preside si limita a raccomandare che “tutto, anche le legittime proteste, si svolga sempre nella legalità, perché noi abbiamo la responsabilità di tutelare la sicurezza degli studenti. I ragazzi devono informarsi, leggere, documentarsi, e io ho già dato la mia disponibilità per fare un percorso di approfondimento”. Ma sull’operato del governo rimane comunque sul vago: “Riforma Profumo? Innanzitutto bisogna dire che non esiste alcuna riforma Profumo. Ci sono state quelle della Moratti e della Gelmini, ma Profumo non ha mai avviato un percorso simile: a parte i provvedimenti della spending review, qui c’è semplicemente una rimodulazione della riforma Gelmini durante il suo terzo anno”. Questione di termini, forse, ma la proposta di legge messa in campo del ministro dell’istruzione è reale. Lo stesso Profumo, parlando del cosidetto “pacchetto del merito” (comunemente conosciuto come “riforma Profumo”, ultimo disegno di legge il 10 ottobre), già in giugno spiegava che “questa riforma ce la chiede l’Europa”, e nessuna voce dal Governo ne ha mai negato l’esistenza. Intanto verso mezzogiorno, al termine dell’assemblea, un’ottantina di studenti si è radunata fuori dai cancelli per sostenere la protesta e chiedere l’occupazione. Domani il prossimo capitolo della vicenda.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com