Politica
9 Dicembre 2012
Cimarelli: “A livello locale non ci sono problemi, lamentiamo mancanza di chiarezza egli alti vertici”

Pdl, da Ferrara si chiede uno ‘svecchiamento’

di Ruggero Veronese | 3 min

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Primarie del Pdl addio e ora è tutto da rifare. Dopo la decisione della ridiscesa in campo di Berlusconi, rimane una certa confusione anche Ferrara, dove nelle scorse settimane alcuni membri del partito avevano dato vita ai comitati di supporto per Alfano e Meloni e che ora, per dirla con il presidente della sezione di Giovane Italia Paolo Spath, “restano alla finestra, per capire cosa verrà deciso nel partito”. Ma la sensazione generale che traspera dai commenti raccolti nei giorni scorsi – prima dell’annuncio del ritorno in grande stile dell’uomo di Arcore – è che nessuno abbia gradito le ultime uscite di Berlusconi, che rischiano davvero di frammentare il centrodestra offrendo al Pd una facile vittoria nel 2013.

“Siamo in una fase di incertezza – spiegava a inizio settimana il presidente del Pdl ferrarese Luca Cimarelli – e ho la responsabilità di mantenere il partito unito”. Ma al di là del suo ruolo, Cimarelli spiega anche con una certa chiarezza la sua posizione riguardo le idee di Berlusconi: “io sono rivolto al futuro e non al passato. Il Pdl a Ferrara non ha mostrato grossi problemi, quello che lamentiamo è la mancanza di chiarezza che si registra negli alti vertici”. Cimarelli avverte che “la divisione in questo momento ci porterebbe solo verso una clamorosa sconfitta, e i sondaggi sono molto chiari in questo. Il problema non è il nome del leader ma la proposta politica da fare. E in questo momento nessuno ci sta pensando”. Sui temi di cui si dovrebbe discutere il consigliere comunale ha idee precise: “una linea politica chiara sul dopo Monti, la possibilità di scegliere chi ci rappresenterà in Parlamento e uno svecchiamento della classe dirigente: quelli che hanno dimostrato di non saper svolgere i ruoli amministrativi devono lasciar spazio”.

Chi – sempre giorni fa – prendeva più esplicitamente le parti di Alfano è il consigliere regionale Mauro Malaguti, che spiega: “Ho il sospetto che Berlusconi fosse in attesa di scoprire il vincitore delle primarie della sinistra”. Dalle sue parole, l’idea di una nuova Forza Italia non avrebbe trovato seguito a Ferrara, e la scelta di campo della città sarebbe stata prevedibile: “sostanzialmente Ferrara è divisa in due, con una parte dei più giovani a seguire la Meloni e la maggior parte degli altri iscritti con Alfano. Se Berlusconi avesse fondato un nuovo partito immagino che ci sarebbe stato qualcuno a seguirlo, ma la maggioranza sarebbe restata nel Pdl”.

Probabilmente deluso per l’annullamento delle primarie, viste le dichiarazioni che ha reso a inizio settimana, è Paolo Spath del comitato pro-Meloni: “tra una cosa e l’altra 250mila firme sono state raccolte per le primarie: non possiamo dire a queste persone che stavamo scherzando, ci vuole anche un atto di serietà. Le primarie sono state votate dall’ufficio di presidenza e questo annullamento è fatto contro le regole e in maniera unilaterale”. Critiche a cui faceva eco Alessandro Vacchi, consigliere comunale a Portomaggiore e vicino alle posizioni di Comunione e Liberazione, che si diceva “molto scettico e deluso dalle operazioni politiche in corso. In Lombardia la candidatura di Albertini è stata bloccata da Maroni, in vista di un futuro accordo nazionale. Ma noi sappiamo che queste elezioni andranno male, e bisognerebbe cercare di salvare l’anima purificando il partito per avere idee e persone credibili, e non basarsi solo su scambi politici”.

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