Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
“C’è una vena profonda in questo paese che chiede di essere governata con saggezza e tranquillità, e sono queste le caratteristiche che ho trovato in Bersani”. A parlare è Lapo Pistelli, fiorentino e responsabile delle relazioni internazionali del Partito Democratico nazionale, ieri a Ferrara in occasione dell’incontro “Europa è…”. L’evento, ospitato dalla “Birreria Bersani” nella ex sala borsa, lo vedeva confrontarsi con l’assessore regionale alla cultura Patrizio Bianchi e col vicesindaco Massimo Maisto riguardo al tema dell’Europa e alle idee in politica estera del possibile candidato premier Pierluigi Bersani, in vista delle primarie del centrosinistra.
Un incontro in cui Pistelli e Bianchi hanno avuto modo di ripercorrere la storia dell’Europa, mostrandosi sostenitori di un’Unione sempre più inclusiva e parlando anche degli errori commessi dalle varie nazioni negli anni più recenti. Fino ad arrivare alla domanda su cui Maisto li incalzava: perchè un centrosinistra forte e autorevole può servire all’Europa, e perchè Bersani è l’uomo giusto per rappresentarlo? A unire i due temi ci ha pensato Bianchi, spiegando quelle che vede come le responsabilità dei recenti governi europei nell’indebolimento dell’Unione. “Questi ultimi dieci anni sono stati perduti per l’Europa, dopo la scelta dei governi di destra di indebolire la Commissione, andando contro quel metodo europeo di condividere e discutere assieme i problemi in favore di un grande ritorno del Consiglio Europeo, che è una soluzione più intergovernativa. Ora ci consegnano un’Europa sfibrata”. Per questo secondo Bianchi “la prima cosa da fare è ribadire che esiste un metodo europeo, quello nato dopo la grande guerra e che è basato sul dialogo tra i paesi e sulle soluzioni concordate. Ci vuole cioè un Europa che non sia quella finta unione in cui ogni capo di stato parla privatamente con gli altri”.
Una visione del continente condivisa da Pistelli, che definisce l’Unione addirittura come “la più grande invenzione politica degli ultimi duemila anni”, l’unica nella storia “ad aver rimosso concettualmente l’idea di guerra nel continente da almeno due generazioni. Io la chiamo l’invenzione della pace”. Ma gli argomenti del fiorentino sono anche più pragmatici: “L’Europa conta solo il 7% della popolazione mondiale, e sommandoci agli Stati Uniti arriviamo appena al 12%. Se nel 1950 il vecchio continente contava il doppio delle persone rispetto all’Africa, nel 2050 saremo soltanto un terzo. In queste condizioni la sovranità di un paese diventa autistica, inutile, se si sta da soli: dobbiamo costruire una sovranità efficace, e questo si fa a livello continentale”. L’obiettivo insomma sono “gli Stati Uniti d’Europa, ma solo – precisa Bianchi – se c’è una vera legittimazione democratica, dal basso all’alto, e che non sia questa via di mezzo tra Merkel e Sarkozy”.
Pistelli vede proprio Bersani come l’uomo giusto per questo progetto sarebbe quindi Bersani, l’unico, “per la sua saggezza e tranquillità” capace di cambiare l’approccio italiano all’Unione Europea. Il responsabile esteri del PD è noto anche per essere stato lo sfidante sconfitto da Matteo Renzi nelle primarie di Firenze, ma assicura che la sua scelta non è stata influenzata dall’episodio: “il mio è un voto per, non un voto contro. Non ero convinto della scelta di andare alle primarie, che va contro Bersani e che non è prevista nel nostro statuto, ma Pierluigi mi ha convinto con una grande fiducia nella saggezza dell’opinione pubblica. Oggi siamo un partito stabilmente sopra al 30%, e che può permettersi di avere un’ala a sinistra e una più centrista”. E, per restare in tema di esteri, Pistelli assicura che Bersani possa ripetere l’operazione che riuscì a Barack Obama, “che dopo aver vinto le primarie ricompose il partito rendendo Hillary Clinton un meraviglioso Segretario di Stato”.
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