Cronaca
14 Novembre 2012
Al via all'inizio del 2013 i lavori di recupero degli alloggi pubblici. Sapigni "Dalle nuove sistemazioni dati positivi, quasi esagerati"

Ricostruzione: 2,7 milioni pronti per Acer

di Ruggero Veronese | 3 min

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E’ stato presentato l’accordo tra Acer e Comune di Ferrara per il recupero degli alloggi comunali colpiti dal sisma. Come era stato annunciato nelle scorse settimane dell’assessore ai servizi alla persona Chiara Sapigni, la scelta è stata quella di delegare ad Acer la gestione dei lavori e dei finanziamenti per gli immobili danneggiati, mentre al Comune resterà il ruolo di coordinare i vari enti e di indirizzare gli sfollati al di fuori delle strutture di accoglienza.

Alla conferenza stampa oltre alla Sapigni erano presenti il direttore e il presidente di Acer, Diego Carrara e Daniele Palombo, l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi e la dirigente del Servizio patrimonio del Comune Alessandra Genesini. Modonesi ha introdotto quelli che considera “due nuovi tasselli della ricostruzione post terremoto, da una parte l’intesa con Acer per il ripristino degli alloggi pubblici, dall’altra gli strumenti per l’accoglienza della popolazione che ha l’abitazione inagibile”.

Questi ultimi sono principalmente due: l’accordo di Acer con i proprietari di immobili privati per la disponibilità di case in affitto e un aiuto economico dal Comune per chi decide di provvedere autonomamente alla propria sistemazione. “Il nostro progetto – continua l’assessore – si inserisce all’interno dell’ordinanza 49 del commissario Errani, che prevedeva 7 milioni di euro all’Emilia Romagna per il ripristino dell’edilizia pubblica, di cui 2,7 destinati alla nostra provincia. E’ evidente che la popolazione che usufruisce dei servizi di Acer sia spesso quella nella fascia più debole, e necessiti di un aiuto immediato”.

Ad entrare nel dettaglio tecnico sono i due dirigenti di Acer Carrara e Palombo, con il secondo che spiega come verranno suddivise le risorse per la ricostruzione: 2,1milioni per gli interventi sugli edifici danneggiati nel Comune di Ferrara in classe B e C, per un totale di 283 alloggi, e 630mila euro indirizzati al resto della provincia per gli immobili in classe B, C ed E. Ora si aspettano altri 1,1milioni di euro per gli edifici in classe E all’interno del territorio comunale, mentre è ancora in forse l’approvazione di un altro milione destinato alle case meno danneggiate in classe A in tutta la provincia. Palombo è tornato anche sul periodo dell’emergenza dei giorni dopo il sisma, spiegando come “i sopralluoghi nelle prime ore ci abbiano messi nelle condizioni di avere un primo quadro della situazione, con 350mila euro investiti immediatamente per le operazioni più urgenti di messa in sicurezza. Ora il ruolo di concerto che abbiamo avuto come azienda casa e comuni ci ha dato la possibilità di bandire gran parte dei lavori entro la fine dell’anno, e di avere l’inizio dei lavori nei primi mesi del 2013”.

A fare un bilancio del “Piano casa” è l’assessore Sapigni, che spiega come “dalla situazione iniziale con circa 300-320 persone sottoposte all’ordinanza di sgombero per l’immobile inagibile si è scesi via via che queste trovavano sistemazione, e oggi sono 165 le persone ospitate in luoghi di pubblica accoglienza, tra alberghi cittadini, ostello o Darsena City. L’attuale percorso è stato presentato a metà settembre, per cui si è dovuto chiarire un po’ il quadro della situazione e prendere contatto coi privati per avere disponibilità di alloggi in affitto. Ora si può scegliere tra chiedere tramite Acer la disponibilità di un’abitazione libera, con contratti già concordati di massimo 18 mesi, o fare la domanda per autonoma sistemazione con un aiuto economico da parte del Comune”. Al momento a fronte di una disponibilità di 115 case sono solo 53 le domande pervenute. “Un dato molto positivo, quasi esagerato” per la Sapigni, secondo cui l’aver aumentato, rispetto a quest’estate, l’entità dei finanziamenti per le sistemazioni autonome abbia spinto molti sfollati a cercare già la propria sistemazione definitiva senza dover passare per alloggi temporanei.

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